29/03/17

Sole Nero


adnkronos - Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se il Sole dovesse spegnersi all'improvviso? Di certo, lo scenario sarebbe dei più apocalittici: oltre all'assenza di luce, energia, e vita, sulla Terra farebbe molto freddo, con temperature vicine al punto di congelamento. Ebbene, se è vero che il ciclo evolutivo della stella madre del sistema solare dovrebbe terminare tra circa cinque miliardi di anni, alcune immagini rilasciate qualche settimana fa dalla Nasa hanno messo in allarme alcuni scienziati, come scrive 'DailyStar', spaventati dall'arrivo di una nuova era glaciale.


Le foto della Nasa mostrano la scomparsa delle macchie solari dalla superficie del Sole, quando normalmente ne è piena. Ma per la quarta volta quest'anno, il volto della stella appare liscio: ciò per gli esperti potrebbe significare che il pianeta sta entrando in una fase molto fredda. Secondo SpaceWeather, l'attività delle macchie solari è come un pendolo, oscilla avanti e indietro all'interno di un periodo di 11 o 12 anni. Ma gli esperti dicono che l'attività solare stia diminuendo più rapidamente rispetto a qualsiasi altro momento nel corso degli ultimi 10mila anni e che il punto minimo si potrebbe raggiungere nel 2019, con l'avvento di una mini era glaciale.


freeskies - E’ necessario considerare i dati forniti dalla NASA (National Agency of Space Actors) con la massima diffidenza ma stavolta (grazie anche ai riscontri sovietici in proposito) pare sia vero: il sole si sta avviando verso una fase di attività assai ridotta. Ciò significa che assisteremo ad un drastico calo delle temperature del pianeta nei prossimi anni. Questo è il motivo per cui i più grandi investimenti urbanistici ed immobiliari sono stati fatti, negli ultimi decenni, in zone climatiche torride (vedi Dubai) ed a pochi metri dal livello del mare?


Evidentemente i manipolatori occulti sapevano bene da tempo come sarebbe stato l’andamento reale del clima, a partire dal ciclo solare iniziato nel fatidico 2001. Tutto ciò alla faccia di Al Gore, dei terroristi climatici e dei profeti sdentati dell’inesistente riscaldamento globale: una clamorosa menzogna mediatica.

Resta da considerare l’impatto delle attività clandestine di bio-ingegneria climatica, dei decenni scorsi. Sono state messe in opera per nascondere il più possibile l’avvento della prossima era glaciale?

24/03/17

Imbrogli Tumorali


ilfattoquotidiano - Università, l’onorevole Boccia (Partito Demo(N)cratico) vince il posto da docente all’Università del Molise. Ma spaccia per sua una pubblicazione plagiata. Tra i testi propri presentati per il trasferimento dall’Ateneo di Castellanza a quello di Campobasso con la docenza come professore in Economia aziendale il parlamentare democratico, presidente della Commissione Bilancio alla Camera, ne ha allegato uno che non era farina del suo sacco.

Il furto di vite altrui è la vera maledizione del vivere collettivo italiano. La raccomandazione familiare, politica, malavitosa o finanziaria (che poi sono la stessa cosa in fondo) minano alle basi il senso profondo del vivere civile. Questo furto organizzato di vite altrui è la vera causa del dissesto malavitoso in cui versa il nostro paese ed il principale motivo delle depressioni individuali.


La Repubblica - Le mutazioni del Dna che causano la malattia, in due casi su tre, dipendono dagli errori che le cellule fanno normalmente quando si replicano. Il dato è pubblicato su Science da un ricercatore italiano e uno americano. "E' ovvio che fumare aumenta il rischio. Ma molte alterazioni all'origine del cancro avverrebbero comunque, a prescindere dallo stile di vita".

E’ questo il motivo per cui una persona di mia conoscenza, pur bevendo due whisky doppi al giorno dall’età di 16 anni e fumando grossi sigari cubani, ha compiuto 104 anni pochi mesi fa in ottima salute? La verità è che la medicina di regime dei tumori non ha capito un bel nulla, né sulla loro genesi né tantomeno, di conseguenza, sulla sua cura. Per il 70% circa, i tumori sarebbero quindi generati dal caso, come dicono i medici scientisti, mentre probabilmente la loro genesi è legata saldamente al nostro inconscio e la loro comparsa potrebbe addirittura costituire un tentativo di cura, da parte del complesso sistema individuale umano multilivello.

23/03/17

Noi Kapò


Nel Pianeta Corporation prossimo a venire, il potere sarà impalpabile ma al contempo diffuso e perentorio. Già le dittature del secolo appena trascorso si avvalevano di tecniche di manipolazione mentale di massa sofisticate, derivate dalla stregoneria e dalle scoperte della psicologia ottocentesca, diffuse anche grazie agli allora neonati mezzi tecnologici di diffusione dei concetti base di indottrinamento: radio e cinema.


Dal dopoguerra, grazie agli avanzamenti procedurali nel campo della persuasione mentale dovuti agli studi nazisti (poi acquisiti dagli Usa grazie al progetto Paperclip), le potenze contro-insurrezionali si sono adoperate per costituire il progetto di controllo diffuso, grazie alla fusione della psicologia delle masse e della tecnologia sofisticata di controllo mentale.


Per attuare tale proposito occorreva smantellare i capisaldi della centratura mentale degli individui come l’identità di popolo, la coesione familiare, la memoria collettiva. Occorre cioè poter agire su individui confusi, disorientati e deprogrammati. L’obiettivo è mantenere docile e malleabile la popolazione dando al contempo una sensazione di libertà e benessere in modo da far agire il singolo come carceriere di se stesso, alleviando non poco gli sforzi contro-insurrezionali del potere occulto.


Grazie alla seduzione tecnologica, è stato possibile espugnare le menti dei singoli individui in modo da renderli assuefatti al sistema ed addirittura araldi della propria dissoluzione. Di questa astuta operazione, è possibile rilevarne gli effetti, tutto intorno a noi, come suggerisce una nota pubblicità di una compagnia telefonica. Sono i singoli a comportarsi da kapò e censori di se stessi personificando, senza accorgersene, quel ruolo una volta necessariamente rivestito da individui esterni appositamente formati.


Il potere, acquisita la tecnologia necessaria, diviene evanescente, ubiquo, divino; come un credo religioso, diffonde i suoi desiderata nell’etere, controlla e dirige le masse grazie ad un complesso di valori inseriti ad arte nell’inconscio di ogni individuo.


Nel pianeta corporation non ci sarà bisogno di repressioni brutali (sempre pronte alla bisogna però) perché l’oppio digitale, geneticamente modificato, impedirà l’insurrezione delle masse. La paura ed il trauma sono le porte d’accesso alle fragili coscienze individuali, questa la ragione principale della creazione dello spauracchio del terrorismo islamico integralista e delle necessità di reiterarne ogni tanto la memoria, come si fa per un vaccino ed i suoi richiami. Ovviamente il controllo si avvale anche della spinta insurrezionale individuale, reindirizzandola verso lidi sicuri e controllati, come ad esempio il posticcio ed autoritario Movimento 5 Stalle.


Concludendo, possiamo solo constatare come la vera battaglia si stia svolgendo proprio al nostro interno, contro il nemico più temibile di tutti: noi stessi.

22/03/17

L'Identità Sfuggente


In cosa consiste l’identità? Dov’è il confine tra una coscienza individuale ed un’altra? E’ possibile trasferire l’essenza vitale da un contenitore biologico ad un altro, anche se non biologico? Esiste un confine netto tra naturale ed artificiale?  Interrogativi ponderosi che sono alla base delle riflessioni scientifiche e filosofiche più avanzate, essenziali per comprendere al meglio la battaglia per la vita eterna, come la definisce argutamente Corrado Malanga.

Il nostro contenitore corporeo è il nostro limite fisico o è appunto solo un contenitore, un meccanismo, seppure sofisticato, in grado di ospitare una coscienza per un periodo di tempo limitato?


Possiamo esperire numerose situazioni in cui l’identità di un individuo appare come un concetto evanescente, non locale. Nelle ipnosi regressive per esempio, oppure nei seminari di costellazioni familiari, nelle sedute medianiche, nell’alienologia, nella demonologia, nella psicanalisi del profondo.

La ricerca ottocentesca sulla psiche umana ha individuato una frammentarietà delle componenti interiori dell’essere umano, Jung li definiva complessi autonomi, ed una sorta di comunicazione universale collettiva, non verbale, non locale.

Da questa esplosione (che ricorda da vicino nella fisica contemporanea il passaggio dalla concezione atomistica al mondo delle particelle subatomiche) sono generate concezioni ardite della coscienza umana. Se quest’ultima infatti appare frammentata e non locale, è possibile trasferirla in altri contenitori per poterne prolungare l’esistenza terrena? Altre riflessioni ne conseguono: è utile e giusto farlo, qualora si dimostrasse possibile?


Le scoperte di Malanga conducono in questa direzione. I predatori ultradimensionali prolungano le loro esistenze inserendosi nei contenitori umani dai quali ricevono ospitalità (seppure in incognito) ed energia. Le MAA e MAP aliene albergano imperterrite negli anditi reconditi del nostro cervello, utilizzato da noi solo in minima parte.

La possibilità di trasferire la coscienza umana in contenitori elettronici e silicei (oppure elaborazioni organico/elettroniche) sembra inoltre uno degli obiettivi prioritari del trans umanesimo, guarda caso. Un uomo implementato dai rigurgiti della nanotecnologia potrebbe vivere, se non per sempre, perlomeno per un lunghissimo periodo di tempo.


Gli interrogativi si fanno etici più che scientifici. Un orizzonte iperumano fatto di trapianti arditi, interfaccia neuronali, trasferimenti energetici sottili, sembra affacciarsi prepotentemente alle nostre porte. Quella battaglia della vita eterna, sembra davvero la battaglia delle battaglie in corso.

Ovviamente l’anima è indifferente alla disputa in corso, essa è immortale per natura e quindi il gran daffare dei transumanisti e dei loro colleghi alieni sembrerebbe limitato a chi l’anima non la possiede per incompatibilità genetica.

Gli interrogativi iniziali però sono sempre validi, assieme all’esortazione a non restare indifferenti ad essi. La digitalizzazione forzosa a cui stiamo assistendo (dalla memoria del mondo al genoma umano) potrebbe rivelarsi come l’anteprima di un processo sostitutivo in corso avanzato. Di quanti giga ha bisogno una coscienza umana per essere trasferita per intero?

21/03/17

Aridàtece le Pandemie esotiche!


Vi ricordate delle Pandemie esotiche? Allarmi mediatici, mappature del contagio, la suina, l’aviaria, le sigle come H1N1, H5N1 e via dicendo? L'esaurimento dei farmaci antiinfluenzali e delle mascherine dalle farmacie, l’esborso di milioni di euro per fantomatici vaccini, letteralmente gettati nel cesso? Il controllo termico negli aeroporti, i piani di emergenza nazionali? I ridicoli appelli al lavaggio compulsivo delle mani dell'OMS?

Ebbene, che fine hanno fatto le pandemie esotiche?

Semplice: sono state sostituite con lo spauracchio delle più maneggevoli pandemie nostrane, come quella del morbillo o della meningite, assai più comode, soprattutto perché per queste ultime è già in atto da decenni una vaccinazione compulsiva della popolazione e che, quindi, il rimedio putativo è già bello e pronto.


La paura del contagio di massa deve comunque essere tenuta in piedi, sia come sia. E’ ovvio constatare come l’immigrazione forzata di massa di clandestini dai paesi centro africani abbia apportato nuove emergenze mediche sul suolo europeo. E’ anche ovvio considerare che le malattie endemiche europee erano quasi scomparse negli ultimi decenni, ben prima dell’arrivo dei vaccini, grazie soprattutto all'acqua potabile ed all'elettricità disponibili ovunque.


Ben venga la paura allora, con essa si possono fare affari d’oro e riconoscere lo scientista rincoglionito dal prudente essere umano raziocinante.  L’importante è che la popolazione sia tenuta in uno stato di allerta perenne, in un modo o nell’altro. Una popolazione impaurita è più maneggevole e pronta a genuflettersi verso l'autorità salvifica

Peccato però: la narrazione mediatica sulle pandemie esotiche era più avvincente. A proposito: di Ebola e di Zika non se ne parla più?

19/03/17

Il Pianeta prima degli Anunnaki


L’intervento degli Anunnaki (gli Elhoim biblici) sul pianeta Terra è stato davvero rivoluzionario. Dalla ingegneria del territorio e delle acque, alla genetica di tutta la biosfera sino ai dettagli della vita sociale umana, tutto è stato elaborato, rimaneggiato, progettato ex-novo.


Il giudizio sul loro intervento complessivo è davvero arduo da emanare perché non conosciamo quasi nulla dello stato precedente del pianeta. Possiamo solo immaginare uno stato di natura semplificato con la presenza di forme di vita limitate ma imperiose, il tutto accompagnato dall’occhio vigile dei nostri antenati umani, più alti, più forti, meno raggirabili, forse più fieri.


Un insegnamento perduto quindi potrebbe essere ricercato nelle memorie pre-anunnaki, pre-cabalistiche, quando ancora l’umanità presiedeva alla conquista del pianeta in gruppi coesi, multidisciplinari, all’incanto del presente e del futuro.


Quella genuina ingenuità perduta, accompagnata dalla fierezza e da una sensibilità accesa sempre vigile. Così ci immaginiamo la vita del pianeta prima dell’avvento degli anfibi ed ambivalenti (nei nostri confronti) anunnaki, una stirpe guerriera e conquistatrice, dai connotati sfuggenti ma dalla bramosie prettamente materiali.


La corruzione dell’uomo primitivo è probabilmente opera loro, l’introduzione delle stregonerie sumero/egizie anche. Quelle ritualità che ancora oggi affaticano inutilmente il potenzialmente libero cervello umano.