22/07/16

Cose Turche? (aggiornato)



Si grida alla svolta autoritaria nella Turchia di Erdogan ma la situazione in Italia è davvero così diversa?

Interessanti ed inquietanti i casi recenti della Turchia, il paese dove i militari sono i garanti della laicità e della pluralità, al contrario di ciò che accade nel resto del mondo. Sembra ormai chiaro a tutti che il cosiddetto ‘fallito golpe’ sia stato inscenato per procedere all’epurazione selettiva messa in atto dal governo Erdogan. Lo scenario mediterraneo sembrerebbe così al completo.

Un grande paese NATO islamico senza opposizione, una superpotenza giudaica (anch’essa senza opposizione) assieme ad un nugolo di paesi smembrati, sfiniti, annichiliti da guerre intestine, carestie indotte, crisi finanziarie illecitamente generate. In questi poveri paesi, guarda caso, sono stati dapprima eliminati (ad uno ad uno) i leader troppo caratterizzati e nazionalistici, come Berlusconi in Italia, Mubarak in Egitto e Gheddafi in Libia.

Sopra tutto incombono sempre i sistemi d’arma statunitensi, con i loro apparati mortali di scie chimiche e radioonde. Benvenuti nel nuovo ordine mediterraneo: un desolante insieme di nefandezze, idiozie, dittature e povertà diffusa, in una cornice perenne di occasioni perdute e ruberie varie, Italia ben compresa, ovviamente.

MUSTAFA KEMAL ATATURK, padre della Patria turca

Tutto ciò è propedeutico ad un assetto ulteriormente illibertario prossimo venturo? Ad una nuova crociata demenziale, acclamata a seguito dell'ennesimo evento sanguinario posticcio? Probabilmente, si auspica un nuovo ordine mediterraneo, una nuova distribuzione di risorse e centri di potere. Date le premesse, si potrebbe parlare di ordine massonico internazionale perché alla testa dei paesi rivieraschi si stanno susseguendo i padrini delle massonerie, benvisti nei noti circoli mondialisti, oscuri e disumani.

L’Italia perduta, in grandissimo affanno (forse fatale) osserva attonita la sua svendita, al peggior offerente, dei suoi beni inestimabili (naturali, tecnologici e storici) per pochi spicci. Per adesso c’è andata pure bene, siamo solo alla frutta economica, con poco sangue versato.

Non illudiamoci troppo però: che differenza sostanziale c’è tra le epurazioni violente di Erdogan e le raccomandazioni nostrane? Con la nostra corruzione e concussione? Con le oscene parentopoli, con le attività perenni e perniciose di logge, loggette e cosche varie? 

Temo di dovermi rispondere da solo: nessuna.

12/07/16

La Ballata di Rienzi (aggiornato)


Parabola dell’abuso di Potere

Il nostro beneamato 'premier' deve la fortuna della sua sorprendente carriera politica all'assonanza del suo cognome con il titolo (ed il contenuto) di quest'opera wagneriana? 

Rienzi, l’ultimo dei tribuni è la terza opera di Richard Wagner e tratta della vicenda storica di Cola di Rienzo, il notaio papalino del Trecento che tentò di restaurare in città la repubblica sul modello dell’antica Roma, facendosi nominare Tribuno della plebe.

Imponente dramma in cinque atti, Rienzi rispecchia lo stile del Grand-Opéra francese, dominante allora nei teatri di tutta Europa. In quest’opera però le peculiarità di tale stile sono volutamente esasperate da Wagner in ogni aspetto, come dichiara egli stesso: «Il Grand-Opéra con tutta la sua pompa musicale e scenica, la sua passionalità ricca di effetti e operante con masse musicali, stava di fronte a me e la mia ambizione artistica mi spingeva non solamente ad imitarla, ma addirittura a superarne tutte le passate manifestazioni con un dispendio illimitato di energie.» In effetti il ventisettenne Wagner riuscì a portare davvero all’estremo ogni aspetto del Rienzi, tanto che alla prima rappresentazione a Dresda l’intero dramma, inclusi gli intervalli, arrivò alla durata record di sei ore.

L’idea dell’opera gli era venuta nel 1836 con la lettura del romanzo di Edward Bulwer-Lytton 'Rienzi, the last of the Roman Tribunes', a cui seguì l’anno seguente la stesura del libretto e finalmente, nell’agosto del 1838, l’inizio della partitura. La prima rappresentazione del Rienzi fu al Teatro di Corte Reale il 20 ottobre dello stesso anno con un successo immenso: Wagner, da totalmente sconosciuto compositore in continua difficoltà economica, passò ad essere eletto Kapellmeister del teatro di Dresda, potendosi finalmente stabilire nella capitale sassone.

Rienzi rappresenta il primo grande successo del compositore tedesco, un successo che non si ripeterà più fino a oltre un decennio dopo, visto che i primi grandi drammi nel suo stile del tutto innovativo e mai visto prima furono del tutto incompresi e per molto tempo non accettati dai pubblici europei.

Il manoscritto del Rienzi era nelle mani di Hitler (fervente ammiratore dell’opera) e di conseguenza andò perso nei bombardamenti del 1945. Non esiste quindi un’edizione di riferimento e molte sono le versioni possibili, con incisioni su CD che vanno da due a quasi quattro ore. Con i suoi 150 minuti la messa in scena del Rienzi nel 2010 alla Deutsche Oper di Berlino è una versione drasticamente condensata e distribuita in due atti dal regista e scenografo Philipp Stölzl che qui utilizza in larga misura il mezzo filmico (mezzo di propaganda favorito dai totalitarismi del XX secolo) nello stile dei cinegiornali dell’Istituto Luce italiano o dei documentari di Leni Riefenstahl. 

(post tratto da 'L'Opera in Casa' - immagine di freeskies)

10/07/16

Le Aurore Irreali di Giove


La NASA (National Agency of Space Actors) continua a produrre immagini del cosmo frutto di fantasia e fotocomposizioni digitali. L’inganno è talmente evidente e palese che ci possiamo intravvedere una sorta di sfida diretta all’intelligenza del genere umano. Ormai dai sistemi di potere mondiali (occulti o palesi che siano) riceviamo una serie di informazioni riguardanti il cosmo, la Terra (e noi stessi) fuorvianti, false e tendenziose. Ciò che ci viene sciorinato dinnanzi è uno scenario posticcio e sterile che delinea interazioni impossibili in un crescendo tautologico di meccanicismi irreali.


La verità occorre cercarla, come sempre, in ambiti liminali, al di fuori dalla portata della disinformazione organizzata del regime unico imperante. Buon lavoro.


06/07/16

La Tempesta (quasi) Perfetta

STATUA DI BAPHOMET A DENVER

Sarà l’approssimarsi di Nibiru, la fine dell’età del ferro, l’attesa per il consolidamento della new age ma il satanismo internazionale è in grande auge. Pian piano si è impossessato delle maggiori istituzioni politiche ed economiche e delle grandi corporation operanti nei settori più disparati, indifferentemente private o pubbliche che siano.


STEMMA DELL'UNIVERSITA' DI ROMA 'LA SAPIENZA' 

La sua impronta indecente è ovunque. I suoi tetri mantra scandiscono il nostro tempo storico. L’olezzo di zolfo satura l’aria. Le sue braccia (mafie, congreghe e massonerie assortite) impazzano.

La dissoluzione è uno tsunami multilivello, una tempesta perfetta che sta compiendo in questi anni il suo compito più completo e devastante. Siamo probabilmente vicini al tempo del disvelamento definitivo ma ciò che abbiamo scorto già è sufficiente per tentare di definire i contorni e gli obiettivi di questa immane tempesta, quasi perfetta.


Euro-Carestia


L’Europa Unita, il carrozzone generato dalle plutocrazie transnazionali per meglio imporre i propri voleri. Il progetto di origine templare che definisce un’area di interesse finanziario a scapito dei diritti delle popolazioni locali. Il recinto dalle mura seducenti ma invalicabili, non dall’esterno ma dall’interno!

Oramai anche il più ingenuo dei suoi sudditi ha compreso il potenziale letale di questa ignobile e costosa sovrastruttura di potere, alimentata dal peggio degli stati ex sovrani che la compongono. Un’entità poderosa ed onnipresente eppure volutamente fragile e squadernata (quando serve). Le popolazioni europee sono cadute in ostaggio di questo mostro onnivoro grazie alla colpevole azione delle loro classi politiche che hanno svenduto i loro popoli per pochi spiccioli.

Questa entità è anche il frutto delle stregonerie occulte e sanguinarie che lordano la vita civile e che si celano dietro una patina democratica e sorridente mentre compiono le più efferate scelleratezze in totale impunità, grazie proprio agli agi loro concessi dal leviatano 'Europa Unita'. Il potere ha solo cambiato forma nei secoli ma la sua fame di esseri umani è sempre stata la stessa.


04/07/16

In Nome di Dio?



“Da una lettura attenta si scopre che Yahweh uccideva e ordinava di uccidere, imponeva di sterminare chiunque non appartenesse alla sua alleanza, che alcuni si ostinano a definire “santa”. Se sei un vero ricercatore della verità e vuoi conoscere le vicende sanguinarie del Dio raccontato dalla Bibbia questo libro è per te”  - Mauro Biglino

E’ davvero sorprendente ascoltare le lucide e ponderate parole di un fratello di una delle presunte vittime della presunta strage di Dacca, soprattutto perché si tratta di un prelato. Questo officiante della religione romana, auspica che il sangue della sorella non sia stato speso invano. Egli spera che sia stato utile per ricordare a tutti che non si può uccidere in nome di dio.


Occorrerebbe ricordare al prelato che il dio della Bibbia, oltre ad essere un alieno predatore, era conosciuto anche come il dio degli eserciti e delle guerre. In suo nome, solo nella Bibbia, si conta che siano stati sacrificati decine di migliaia di ebrei e decine di migliaia di non ebrei. Un ricercatore statunitense li aveva anche calcolati in oltre 35.000 vittime, uomini, donne e bambini (senza contare le migliaia di animali innocenti) immolati sul ferro e sul fuoco da una sete di sangue, morte e sofferenza senza fine. E’ andato perduto (per caso?) il libro sulle guerre di Yahweh … peccato, avremmo avuto resoconti cruenti e disumani più dettagliati.

Questo è il dio biblico (il dio comune alle religioni monoteiste), questi gli dei istituzionalizzati. Gli arconti antichi, sempre attivi nel riscuotere il loro tributo di sangue nei secoli, lo sono ancora oggi.

Prelati che non leggono le scritture, magistrati che non leggono i codici, questo il mantra dei nostri tempi ultimi.