20/05/19

Si abbattono le grandi alberature per facilitare l'irradiamento della rete 5G sugli esseri umani


di Maurizio Martucci - Altro che potature programmate fuori stagione. Abbattimenti di alberi per le strade di mezzo mondo. Una vera e propria strage di verde pubblico è in corso in Occidente. Roba ma vista prima d’ora, se non altro per l’anomala sincronicità nell’esecuzione dei tagli: Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia, Olanda, America e Italia. Decine di migliaia di alberi (anche secolari e rigogliosi) tagliati con disinvoltura alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, tra gli interrogativi dell’opinione pubblica e le proteste di chi, sgomento per l’anomala coincidenza, s’interroga sui risvolti meno evidenti spingendosi alla ricerca di verità occulte...

Dietrologia? A placare gli animi non bastano le relazioni tecniche di agronomi che (legittimamente) certificano malattia e morte naturale di arbusti, fogliame e rami. Perché il problema non è tanto (e solo) saperne di più sullo stato delle piantumazioni abbattute, ma capire se esiste un motivo più subdolo e soprattutto se in tutto questo ci sia una regia nell’esecuzione: perché decine di migliaia di alberi sono stati abbattuti tutti insieme, proprio adesso? Anche in città distanti decine di migliaia di chilometri l’una dall’altra? In Europa come in America?

Nella Smart City Prato sono scesi in strada gli attivisti del comitato locale Stop 5G, cartelli in mano hanno accompagnato la chirurgica esecuzione mostrando slogan su un’ipotetica correlazione col wireless di quinta generazione: PIU’ ALBERI, MENO ANTENNE, l’equazione sfilata in corteo pure nel Friday For Future.


E’ successo così anche alle porte di Roma, dove il Comitato Stop 5G Cerveteri ha diffuso una nota in cui veniva chiesto al Sindaco ceretano di chiarire sulla contestata demolizione. Alessio Pascucci, primo cittadino nella città della necropoli etrusca ma pure coordinatore nazionale di Italia in Comune (il cosiddetto partito dei sindaci fondato dal parmense Pizzarotti dove è iscritta anche una consigliera della Regione Veneto firmataria di una mozione Stop 5G), è uscito allo scoperto accusando di teorie complottiste, rettiliane e terrapiattiste i difensori dell’ecosistema che nell’Internet delle cose ipotizzano il mandante del sincronico abbattimento di alberi, annunciato persino in 60 mila unità a Roma dalla Giunta Raggi.
 
Mentre in Abruzzo, nell’intento di scongiurare il de profundis, le Mamme Stop 5G portano i loro figli nei prati per farli abbracciare agli alberi, manco fossero scudi umani nell’avanzata dell’intelligenza artificiale.

Puntando su studi e consulenze d’esperti, l’inchiesta di Oasi Sana prova a gettare un po’ di luce, tra le ombre di una polemica che promette strascichi non solo in sedi amministrative locali. Interviste e documenti alla mano, ecco cosa ne viene fuori su alberi e 5G. Alla faccia dei negazionisti. Il nesso esiste eccome: tra natura e intelligenza artificiale, tra albero e 5G la convivenza è critica … uno dei due è di troppo!

L’acqua, di cui in genere sono ricchi gli alberi e le piante, assorbe molto efficacemente le onde elettromagnetiche nella banda millimetrica”, sostiene Andrea Grieco, docente di fisica a Milano ed esperto dei problemi legati all’inquinamento elettromagnetico. “Per questo motivo costituiscono un ostacolo alla propagazione del segnale 5G. In particolare le foglie, con la loro superficie complessiva elevata, attenuano fortemente i segnali nella banda UHF ed EHF, quella della telefonia mobile. Gli effetti biologici sono ancora poco studiati, però alcune ricerche rilevano danni agli alberi e alle piante sottoposte a irraggiamento da parte delle Stazioni Radio Base (le antenne spesso sui tetti dei palazzi, NdR)”.


Quindi il sillogismo è presto fatto, alberi = clorofilla = acqua. E le inesplorate microonde millimetriche dalle mini-antenne 5G (senza studio preliminare sugli effetti per l’uomo, nonostante le radiofrequenze siano possibili cancerogeni per l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) trovano nell’acqua e negli alberi un ostacolo nel trasporto dati, non avendo il segnale del wireless di quinta generazione lo stesso campo elettrico né la stessa penetrazione a lungo raggio dei precedenti standard 2G, 3G e 4G. In pratica, l’albero funge da barriera. Le foglie dell’albero assorbono lo spettro di banda del 5G, impedendone l’ottimale ricezione del segnale emesso dalle mini-antenne!

Un documento di 46 pagine dell’autorevole Ordance Survey (si tratta dell’ente pubblico del Regno Unito incaricato di redigere la cartografia statale) sulle pianificazioni geo-spaziali del 5G stilato come manuale d’uso per pianificatori e autorità locali dal Dipartimento per la digitalizzazione, cultura, media e sport, afferma che nella strade urbane si deve prima di tutto “valutare se l’area ha un flusso di traffico significativo e in particolare autobus e camion,” per poi considerare come il segnale del 5G possa essere impattato, cioè ostacolato, “identificando tutti gli oggetti significativi in ​​genere” con altezza “oltre i 4 metri”, quali (ad esempio) “pareti alte, statue e monumenti più piccoli, cartelloni pubblicitari e” (guarda caso) “alberi di grandi dimensioni e siepi alte”, poiché arbusti, foglie e rami “devono essere considerati come bloccanti del segnale” del 5G al pari di materia solida (pietra e cemento).

ECCO L'ALBERO CHE I TECNOCRATI VORREBBERO ...

Se durante i test di valutazione ingegneristica sulla velocità di trasmissione del 5G condotti in particolari condizioni atmosferiche (neve, pioggia intensa) il colosso americano Verizon ha individuato nelle foglie sugli alberi un problema, sempre d’oltre Manica un altro documento (già pubblicato in esclusiva su Oasi Sana) conferma il nesso alberi e 5G. E’ dell’Istituto per i sistemi di comunicazione dell’Università britannica di Surrey a Guildford (est Inghilterra) e dice come i “nuovi modi con cui le autorità di pianificazione locali possono lavorare con gli operatori di reti mobili per offrire enormi opportunità future per le comunità locali (…) è ridurre le altezze dei montanti mobili in modo che siano schermati visivamente da edifici e/o alberi, visto che gli alberi rappresentano l’ostruzione più alta e più probabile. Tuttavia, ciò scherma anche i segnali a radiofrequenza e ha sconfitto l’obiettivo di una copertura affidabile” del 5G.

Le curve tracciate nel diagramma” – continua il testo redatto dai cattedratici – “mostrano come all’aumentare dell’altezza dell’albero sopra la linea di irradiazione della stazione radio base aumenta anche quella che è noto come la ‘zona di Fresnel’ o perdita di ombre”. Giungendo al dunque, infine, dall’Inghilterra vengono smascherati i conflitti tra alberi e 5G, ovvero cono d’ombra e segnale wireless sui lampioni della luce: “Per evitare questa perdita di ombreggiamento ed essere al di fuori della zona di Fresnel, è necessario che l’altezza dell’albero sia almeno 3 metri inferiore rispetto all’altezza della stazione di base”.

In definitiva, sia gli studiosi del 5G dell’Ordance Survey che quelli di Surrey a Guildford, convergono sullo stesso punto dicendo apertamente la stessa cosa: gli alberi con altezza ricompresa tra i 4 e i 3 metri sono un intralcio, un vero e proprio ingombro per la diffusione del segnale elettromagnetico del 5G che, irradiato dai lampioni della luce, non verrebbe recepito a terra dai nuovi Smartphone!

FALSI CIPRESSI, IN REALTA' ANTENNE ...

Come anticipato dal fisico Andrea Grieco, che foglie e piante assorbano l’elettrosmog è risaputo. Lo certifica anche uno studio dell’americana Katie Haggerty che, sul giornale internazionale per le ricerche forestali, ha pubblicato gli esiti sull’influenza nociva delle radiofrequenze sulle piante. “Numerosi episodi sono stati registrati in Nord America”, deduce la ricercatrice condotti esperimenti su piante schermate e non, irradiate da campi elettromagnetici, “la morfologia e il comportamento dei due gruppi esposti a radiofrequenza erano molto simili (…) piantine non schermate e finte schermate avevano tessuto fogliare che variava di colore dal giallo al verde e un’alta percentuale di tessuto fogliare in entrambi i gruppi esposti mostrava lesioni necrotiche. (…) Le foglie nel gruppo schermato erano sostanzialmente prive di lesioni del tessuto fogliare, ma le foglie non schermate e finte schermate erano tutte influenzate in qualche misura dalla necrosi del tessuto fogliare”.

In conclusione, oltre l’umanità l’elettrosmog è pericoloso per ecosistema e piante. E gli alberi sono un intralcio al grande business del 5G. Certo, da qui a dire che tra Europa e America decine di migliaia di alberi siano stati sicuramente abbattuti per installare nuove antenne a microonde millimetriche ce ne passa, ma è un dubbio fondato e tutt’altro che azzardato su cui le istituzioni sono chiamate a chiarire. Responsabilmente. Senza inutili giri di parole.

Anche perché la verità sarà nella prova dei fatti. Su quelle stesse strade senza più verde, spunteranno come funghi antenne 5G dai lampioni della luce?

18/05/19

Che razza di stato desiderano?

 
Desolante, come sempre, il dibattito politico e metapolitico. Mi domando però che razza di stato desiderino i globalisti ex-comunisti. In un contesto europeo dove l'immigrazione clandestina è severamente punita e scoraggiata (basti osservare i modi maneschi della Guardia Civil a Ceuta, per capirci) il nostro paese dovrebbe 'aprire i porti' per garantire a chiunque di entrarvi, soggiornarvi o transitarvi. In un contesto mondiale dove l'immigrazione clandestina è assolutamente e decisamente osteggiata e repressa, il nostro paese dovrebbe rappresentare il porto franco del pianeta, con conseguenze disastrose inimmaginabili sia sul piano economico che in quello sociale.
 
 
I globalisti ex-comunisti vorrebbero albergare in un'Europa forte (più Europa!) dimenticando che l'Europa unita attuale è basata su trattati capestro antidemocratici e che rappresenta soprattutto gli interessi franco-tedeschi che del nostro paese se ne fregano ed anzi vorrebbero predarlo e ridurlo alla fame.
 
 
Sempre i globalisti ex-comunisti inneggiano a quella figura oscura di Monsignor Bergoglio, leader della setta gesuitica in Argentina, quando vigeva il regime omicida e suicida della tragedia dei desaparecidos. Inneggiano anche a quel cardinalone che ha riattaccato la luce agli occupanti abusivi a spese nostre, mentre la sua oscura Chiesa di Roma è la multinazionale più ricca del pianeta.
 

Insomma, i globalisti ex-comunisti, dimentichi del motto cheguevariano 'Patria o Muerte!', vorrebbero uno stato aperto, debole, banderola in mano alle multinazionali pubbliche e private. Già il P-D(ue) aveva quasi completato la svendita del paese, purtroppo gli italiani lo hanno capito, tardi ma l'hanno capito. Il voto leghista rappresenta questo sussulto di comprensione. Amare il proprio paese non dovrebbe essere considerato solo appannaggio dei fascisti, soprattutto quando tutti i paesi vicini pensano prima e solo al loro tornaconto.

15/05/19

Il Periodo Caldo Romano


tratto da New Ice Age Ricercatori dell´Universitá di Harvard e di varie istituzioni europee hanno mostrato che nell´auge della espansione dell’impero romano, il clima era CALDO E PIOVOSO, come e più di quello attuale. Questo tipo di clima, che rafforza l´agricoltura e che aiuta quindi ad alimentare gli eserciti, permette una economia pulsante che genera sviluppo ed evita le insoddisfazioni interne. Questo successe intorno all´anno 100 d.C. quando il Mediterraneo diventò il Mare Nostrum, e l´Impero arrivò a conquistare il sud dell´Inghilterra, dove nel 126 d.C. fu costruito il Muro di Adriano.

A cominciare dalla metà del III secolo, avvennero cambiamenti climatici GLOBALI che causarono l´inizio della fine dell’impero perché i territori diventarono piú secchi e più freddi. Secondo il gruppo di ricercatori internazionali, che ha pubblicato le sue conclusioni sulla rivista “Science”, questo fatto certamente colpì la produzione di alimenti e può aver stimolato le cause tradizionalmente relazionate alla decadenza di Roma, come per esempio l´inflazione.

Certamente politiche monetarie sbagliate aiutarono a peggiorare lo scenario della crisi economica, ma non é per questo che si deve seguire la credenza comune che le civilizzazioni sono isolate dai cambiamenti climatici” dice Jan Esper della Universitá Gutembreg (Germania). Per sapere come era il clima tanto tempo fa, gli scienziati hanno analizzato 9.000 pezzi di legname antico. Pazientemente, gli scienziati sono andati indietro nel tempo comparando pezzi di tronchi d´albero sempre piú antichi. Guardando lo spessore degli anelli nei tronchi degli alberi é possibile sapere quanto piovve e se fece caldo o freddo in quel determinato anno.


I ricercatori evitano l’idea che l´esistenza di cambiamenti climatici in un periodo pre Rivoluzione Industriale significhi che il riscaldamento globale contemporaneo sia naturale … (non bisogna pestare troppo i piedi a che detiene, per ora, i cordoni della borsa per le ricerche scientifiche). “Quello che sta succedendo adesso non ha precedenti perché é molto più rapido” dicono … tanto per dare un colpo al cerchio e uno alla botte.

Ma i  romani, almeno, non ebbero colpa per i cambiamenti climatici che colpirono il loro Impero, generati come oggi dall'andamento termico del nostro sole. Lo scioglimento dei ghiacciai hanno portato alla luce pezzi di legname antico che galleggiavano sui fiumi che poi ghiacciarono. Questo fenomeno succede perché le temperature di oggi non sono calde sufficientemente per permettere la crescita delle foreste che prosperavano rigogliose fino ad altezze dove oggi é solo una pietraia. Negli ultimi anni un estesa lista di ritrovamenti del periodo medioevale e del periodo dell´Impero romano appaiono dove i ghiacciai si stanno sciogliendo. Alcuni archeologi stanno sperimentando una avventura inusitata scoprendo questi antichi tesori. Insomma abbiamo delle grandi evidenze di numerosi periodi climatici come l´attuale o anche più caldi di oggi.

Chi fu che ha riscaldato il clima durante la civilizzazione e l´espansione dell´Impero Romano? Chi fu che raffreddò il clima dopo il III secolo? Una cosa é certa non avevamo né Al Gore né i vescovi e cardinali della chiesa dell´AGW sponsorizzata dall´IPCC. Il clima più caldo favorì l´espansione romana, e il freddo lo distrusse. Il caldo é un bene per i popoli!!!!

Capsula abitativa fuori dalla rete


E' possibile vivere in un contesto naturale senza allacciarsi alle reti? Si, lo è. Occorre fantasia e spirito di libertà e pochi metri quadri di terreno. Questa proposta è un alloggio minimo ma è possibile pensare questa modalità abitativa in proporzioni maggiori, aggiungendovi il riscaldamento geotermico per esempio. Generatori eolici, pannelli solari termici e fotovoltaici, collettori di acqua piovana ed una progettazione attenta all'esposizione ed alle caratteristiche naturali dell'ambiente. Davvero interessante però è riuscire a distaccarsi dalle reti di fornitura di elettricità e acqua.

La Carta dei Diritti degli Alberi

 
Mentre prosegue indisturbata nell'indifferenza generale la mattanza delle alberature in molti comuni italiani e non, occorre ricordare che nell'ormai lontano 1995 a Barcellona, il due giugno, veniva presentata una Carta dei diritti dell’albero nelle città.  
 
In tale documento, veniva riconosciuto che: «La città necessita dell’albero come elemento essenziale per garantire la vita. L’albero deve potersi sviluppare in tutte le sue potenzialità, disponendo dello spazio e delle condizioni necessarie. Il patrimonio arboreo va inteso come sistema, e come tale va valorizzato, pianificato e gestito. L’albero contribuisce alla cultura del luogo e al miglioramento delle condizioni di vita nelle aree urbane, entrambi fattori determinanti della qualità della vita in città.

E quindi ci impegnamo, come cittadini, come professionisti che sviluppano la propria attività intorno a struttura, forma e dinamiche della città e come professionisti dell’albero, in persona o per conto degli enti che rappresentiamo: - a porre l’albero al livello principale, come una delle principali risorse patrimoniali della città; - a sviluppare e promuovere iniziative informative e gestionali che facilitino l’impianto dell’albero in condizioni di qualità e dignità; - a stabilire politiche, regolamentazioni, normative e pratiche che garantiscano le condizioni ottimali per la vita dell’albero; - a riconsiderare tutti gli elementi che conformano attualmente lo spazio urbano, pensare per il futuro riguardo alla loro concezione, pianificazione, produzione, gestione, uso e riutilizzo nell’ottica delle necessità e delle potenzialità del patrimonio arboreo.

In questo senso tutte le norme di tutela precedentemente menzionate si incorporano nelle normative municipali e pertanto la municipalità incorporerà tutte le considerazioni sul rispetto per l’albero nelle sue ordinanze, norme, disposizioni e accordi municipali».

Inutile dire come in Italia siano state parole al vento. Le amministrazioni vedono nell'espianto degli alberi un bel business per far girare soldi e favori, e chissenefrega dell'ambiente.

13/05/19

Il Periodo Caldo Medievale


C'è stato un periodo insolitamente caldo nel pianeta, a partire dall'anno mille sino alla metà del 1200? Pare proprio di si. La nota dolente è che si è tentato con tutti i mezzi di tenere questa verità il più possibile nascosta per drammatizzare l'attuale versione ufficiale del riscaldamento globale di origine antropica, invero inesistente.

Questo periodo caldo ha mostrato temperature ben più elevate di quelle attuali. Stiamo parlando di un perido in cui l'attività antropica era insignificante in un contesto climatico globale. Da ciò si desume che la biosfera ha subito grandi cambiamenti climatici in sequenza che non hanno nulla a che vedere con le attività umane ma che seguono gli andamenti della nostra stella di riferimento: il sole.

E' possibile inoltre dedurre che quella della CO2, indicata come gas serra, è una bufala clamorosa, utilizzabile solo come strumento politico dissuasivo per le nascenti economie. Ogni scienziato coscienzioso è in grado di diffondere la verità. Per fortuna sono ormai in tanti e la clamorosa bufala del riscaldamento globale si sta sgretolando sotto gli occhi di tutti quelli in malafede.

tratto da attivitàsolare:  All’incirca il caldo iniziò nell’VII – IX Secolo, per protarsi fino ai primi anni del 1200, tuttavia il periodo con le temperature più elevate è quello attorno all’anno 1000 e successivi, quando le notizie di inverni rigidi praticamente scompaiono dal panorama italiano ed europeo. Fu un cambiamento climatico di grossa portata, con importanti conseguenze economiche, ma fu anche un periodo di grande benessere per molte popolazioni. E’ comunque difficile racchiudere in poche righe un evento, quello del Caldo Medievale, che si è verificato in più fasi, con alterne vicende differenti da zona a zona, ma caratterizzato comunque da un aumento medio delle temperature che sono giunte a livelli decisamente più elevati di quelli odierni.

Allora, dopo un periodo di freddo culminante nei Secoli V e VI, il clima si mitiga notevolmente sul nostro Continente. L’aumento delle temperature, se da una parte provoca numerosissimi episodi di grande caldo e di siccità, che misero in difficoltà le popolazioni delle pianure mediterranee, dall’altra portò ad una momento di grande sviluppo e prosperità delle zone marginali per la nostra agricoltura, in particolare delle zone Alpine, che registrarono un aumento della popolazione e la nascita di nuovi villaggi anche a quote elevate. Inoltre, la presenza di un livello delle nevi permanenti molto più elevato di adesso, con la scomparsa di ghiacciai e di nevai, permise, durante questo periodo di “Optimum” medievale, (durato all’incirca tra l’800 ed il 1200 dopo Cristo), la creazione di nuove strade e di nuovi passi in alta montagna, e quindi maggiori possibilità di comunicazione tra le popolazioni delle vallate alpine, italiane ed estere, nonché la possibilità di coltivare cereali fino a quote relativamente elevate.

Un’altra popolazione situata ai margini climatici, ma che trasse dall’optimum medievale nuova linfa per il suo sviluppo, fu quella della Scandinavia, che conobbe il culmine della propria civiltà e prosperità proprio in quel periodo. I Vichinghi, eccellenti navigatori, sulla spinta della ricerca di nuovi banchi di merluzzo, e grazie anche alla ridottissima presenza di Icebergs, praticamente scomparsi dall’Oceano Artico, ed al ridotto numero delle tempeste invernali, colonizzarono dapprima l’Islanda, nell’874 DC, poi successivamente la Groenlandia. Qui si inserisce la storia di Eric il Rosso, avventuriero, rissoso, spaccone ed anche assassino,  ma anche coraggioso esploratore. Condannato per l’assassinio del padre, dovette riparare in Islanda, ma qui, nuovamente condannato all’esilio, fuggì da essa alla ricerca di una terra leggendaria che era stata avvistata cento anni prima da un navigatore, chiamato Gunnbjorn, trascinato da una tempesta. Riuscì a trovare questa terra, che immediatamente battezzò “Green – Land”, Terra Verde, in quanto ricca di pascoli e di foreste.


Tornato in Islanda, 4 anni dopo vi partì con una flotta di venticinque navi cariche di viveri, bestiame, cavalli, capre, montoni, e circa 700 persone. Non tutte giunsero a destinazione a causa di una tempesta, ma il numero fu sufficiente per formare la prima colonia vichinga in Groenlandia. Favoriti da un clima molto clemente (si stima che le temperature fossero di almeno 4°C superiori al livello attuale), la colonia groenlandese prosperò a tal punto da raggiungere i tremila abitanti e circa 190 fattorie. Qui si coltivavano cereali, che giungevano a maturazione in Estate, e le costruzioni, ed il materiale da riscaldamento, era costituito dal legname delle foreste, a testimonianza di un clima molto più caldo dell’attuale.

Era l’inizio di un’attività solare molto più elevata di adesso, che segnò anche l’inizio del periodo di grande caldo. Durante questo periodo si susseguirono anche numerose le siccità, dovute all’aumentata presenza dell’Anticiclone Africano. La presenza di numerose siccità accompagnate da invasioni di cavallette africane (nell’873 risalirono dalla Spagna fino alla Germania, nel 1195 raggiunsero Austria ed Ungheria, ma a volte si spinsero addirittura fino ai Paesi Scandinavi), determinarono diverse carestie medievali nei paesi mediterranei. In Italia ulteriori problemi furono causati dall’innalzamento del livello del mare, con l’impaludamento di numerosi tratti costieri, ed il proliferare conseguente della malaria nelle zone di pianura.

In Francia prosperarono le coltivazioni di cereali, grazie al clima più caldo e secco (sulla fascia settentrionale francese sono infatti le Estati umide a provocare problemi nella coltura cerealicola ), mentre si estesero le foreste di querce, adatte ad un clima secco e caldo, che sono foreste rade, in grado di permettere l’allevamento del bestiame allo stato brado , ed il nutrimento con ghiande. In Inghilterra prosperò addirittura la coltura della vite, con produzione abbondante di vino sulla parte meridionale e fino al 53° parallelo. Per la coltura della vite, occorre che la temperatura media dei tre mesi estivi sia di almeno +18,5°C, mentre attualmente a Londra è di almeno due gradi inferiore. Un’Estate come quella del 2003 era quindi la norma, durante il periodo medievale, forse addirittura ancora più calda.

La Spina nel fianco


Quella istituzione dall'oscura origine, denominabile Chiesa di Roma, è un'organizzazione multinazionale ricchissima e potentissima. Le sue riserve auree sono di gran lunga le maggiori del pianeta, incalcolabile il valore dei suoi beni terreni, mobili ed immobili. Dispone inoltre di una vastissima rete di intelligence operativa in tutto il mondo.

Nella capitale possiede uno sterminato numero di immobili di grande pregio architettonico. Come è emerso da numerose inchieste, si occupa di turismo (di massa e di elite) senza pagare le tasse comunali, come fanno tutti gli altri operatori del settore. Il dovuto nei confronti del solo Comune di Roma è elevatissimo, si parla di 19 milioni di euro.

Con queste premesse è chiaro come la Chiesa di Roma potrebbe accogliere e sfamare tutti i clandestini/rifugiati/immigrati d'Italia senza colpo ferire. Ed invece dalla stampa compiacente di regime, si inneggia al Cardinalone 'Robin Hood' mentre i ricchi a cui si dovrebbe togliere sono proprio i cardinaloni del suo stesso collegio, quell'istituzione dittatoriale che prese il posto del senato romano quando l'impero si smaterializzò nella Chiesa di Roma, appunto. Che schifo.


Attenti cardinaloni che la gente ha cominciato a mangiare la foglia e a capire bene chi siete e per chi lavorate! Il giorno del vostro giudizio è vicino...

12/05/19

Inizia la Censura di Avaaz/Soros (il pensiero unico)

 
adnkronos - Facebook ha chiuso 23 pagine italiane con oltre 2,46 milioni di follower che condividevano informazioni false e contenuti divisivi contro i migranti, antivaccini, e antisemiti, a ridosso delle elezioni europee. Tra queste, oltre la metà erano a sostegno di Lega o Movimento 5 Stelle. La decisione è seguita a un'indagine di Avaaz, il movimento cittadino globale, come si legge in una nota della ong. Le pagine avevano in totale più follower delle pagine ufficiali di Lega (506mila follower) e Movimento 5 Stelle (1,4 milioni follower) messe insieme. Avevano inoltre generato oltre 2,44 milioni di interazioni negli ultimi 3 mesi. Facebook ha agito dopo che Avaaz ha segnalato numerose violazioni delle condizioni d'uso della piattaforma, come cambi di nome che hanno trasformato pagine non politiche in pagine politiche o partitiche; l'uso di profili falsi; contenuti d'odio (hate speech); comportamenti non autentici o di spam delle pagine.

ilprimatonazionale - Esiste un’organizzazione americana legata a George Soros, Avaaz, che ha intenzionalmente e dichiaratamente fatto propaganda elettorale, attraverso email spedite a raffica agli iscritti della sua piattaforma, post sponsorizzati sui principali social network e imbarazzanti messinscena sul territorio, per spingere alcuni candidati di sinistra, della lista  +Europa della Bonino e del Movimento 5 Stelle nei collegi elettorali in bilico nel confronto con quelli della coalizione di centro-destra. Queste non sono conclamate ingerenze di un’organizzazione straniera sulle sovrane elezioni di un Paese democratico? Le influenze, come vedremo, non sono circostanziate solo al voto italiano ma fanno parte della mission di Avaaz, come confermato telefonicamente da Luca Nicotra, senior campaigner dell’organizzazione. Lo stesso, rispondendo con un tweet a Giorgia Meloni, afferma che “Avaaz è finanziata al 100% da piccole donazioni” smentendo i finanziamenti di George Soros. Peccato che Nicotra volutamente taccia sui fondatori dell’organizzazione; infatti nonostante le numerose nostre richieste, lo stesso non ci ha voluto fornire l’atto costitutivo di Avaaz dove sono presenti gli apporti di capitale.

La fondazione di Avaaz e Soros. Siamo partiti da un articolo dell’ABC News del 2007, nel quale viene intervistato Ben Wikler presentato come “campaign director di Avaaz, organizzazione di advocacy globale finanziata dal filantropo George Soros, da MoveOn.org e dal sindacato SEIU”. Anche NGO Monitor, piattaforma che raccoglie tutte le informazioni finanziarie sulle organizzazioni, dichiara che Avaaz sia stata fondata da Soros tramite MoveOn.org. Di questo abbiamo trovato riscontro anche nei bilanci pubblicati sul sito americano di Avaaz: non si parla ovviamente di Soros ma dei due fondatori dell’organizzazione, MoveOn.org e Res Publica, che ovviamente si spartiscono i membri del consiglio di amministrazione di Avaaz. 

È risaputo che Move.On.org è un’organizzazione dichiaratamente fondata e sostenuta da George Soros: “MoveOn.org è diventata una grande forza politica, sia sul territorio locale sia a livello nazionale. È un comitato 527 (gruppi creati per influenzare la selezione, la nomina, l’elezione dei candidati ad uffici pubblici federali, statali o locali negli Stati Uniti) che ha preso contributi quasi illimitati dai principali donatori democratici. Durante la campagna presidenziale del 2004, MoveOn.org è stato il settimo più grande comitato 527 e ha speso 21 milioni di dollari, secondo il Center for Responsive Politics. Tra i fondatori troviamo il miliardario George Soros, uno dei più importanti finanziatori delle cause progressiste, che ha speso milioni nel 2004 cercando senza successo di sconfiggere il presidente Bush”. MoveOn.org ha anche guidato e coordinato le proteste seguite all’elezioni di Trump, con un’altra organizzazione “social justice warrior”, Black Lives Matter

Nel 2009, come recita il bilancio di Open Society Foundations, Soros ha donato a Res Publica 600.000 dollari da destinare ad Avaazper sostenere le spese generali e le campagne per il cambiamento climatico”. I legami tra Avaaz e lo speculatore George Soros sono ancora più solidi grazie a Eli Pariser, che siede nel consiglio di amministrazione di Avaaz dalla sua creazione, in quello di MoveOn.org, in quello di Access Now (altra organizzazione sorosiana di cui parleremo in seguito) e in quello della Open Society Foundations. Anche se al momento è completamente sostenuta da donatori privati, Avaaz è stata fondata grazie alla generosità di George Soros e delle organizzazioni da lui ampiamente finanziate, così come è stata supportata negli anni successivi alla sua costituzione, ed è stata coordinata da un uomo di fiducia dello speculatore ungherese. Avaaz e le ingerenze sulle elezioni politiche. 

Non poteva mancare ovviamente il forte impegno di Avaaz, durante la campagna elettorale statunitense del 2016, contro Donald Trump, avversario della Clinton tanto sostenuta finanziariamente da George Soros. SMS mirati, teatrini organizzati e recitati da comparse nelle città (anche in Gran Bretagna e Germania) e post focalizzati sui social media sono stati gli strumenti di Avaaz per screditare la figura del candidato repubblicano. Ovviamente la campagna contro Trump non si è conclusa con la sua vittoria alle elezioni. Le stesse ingerenze sul voto democratico sono state fatte da Avaaz anche in Francia per spingere il candidato Macron e in Gran Bretagna per la Brexit, dove addirittura l’organizzazione ha pubblicato una petizione per un secondo referendum. Ricordiamo che George Soros ha donato 400.000 sterline a Best of Britain, promotrice di un secondo referendum per annullare quello che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. E poi i media occidentali scrivono intere pagine basate sul nulla a proposito delle ingerenze russe, e tacciano quando le stesse sono dichiarate e chiaramente alla luce del sole. A proposito della Russia, Paese fortemente nemico delle intromissioni delle organizzazioni di Soros sulla politica nazionale che ha portato anche all’espulsione di molte di queste dal proprio territorio, abbiamo riscontrato che dal 2012, ogni anno, nel bilancio di Avaaz figura una voce di spesa: traduzioni e consulenze, area geografica Russia.

10/05/19

Soluzione 20%


Tra i catari, ai vertici della loro società, rifulgevano i 'perfecti', individui dotati di anima e dediti alla castità ed alla evangelizzazione. Tali individui organizzavano la vita dedicata alla purezza della comunità. Non fu un caso quindi che la cosiddetta eresia catara fu crudelmente annegata nel suo stesso sangue.

Nella società odierna invece troneggiano indisturbati i satanisti, nell'accezione di operatori che muovono ostinatamente contro l'umanità. L'impronta satanica si scorge ovunque: sia sufficiente osservare una metropoli occidentale al suo risveglio, ascoltare il gelido trillo delle radiosveglie sui comodini, assaggiare il cibo spazzatura che poco dopo si consuma, per rendersi conto di come la società sia stata dirottata in contesti innaturali e profondamente contrari alla natura umana.

Una società dedita alla meditazione ed allo studio, alla semplicità ed alla purezza, è una utopia irrealizzabile. Oggi tutto è spregio e consumo. Tutto viene sacrificato agli dei minori affamati di energie umane. Quanti officianti operano, quanti aderenti si agitano! Sembra davvero che il pianeta sia percorso da un febbrile brivido antiumano, in una serie di contrazioni a ritmo sempre più serrato.

Se osserviamo più in dettaglio i movimenti farneticanti dei nostri simili, ci accorgiamo della loro compulsività, ossessività, ripetizione, insensibilità. Una specie di incubo nero avvolge la società degli uomini. Sono purtroppo gli uomini stessi ad essersi venduti per un proverbiale piatto di lenticchie ...

Esiste una percentuale di potenziali perfecti, un 20% del genere umano, che possa essere in grado di ribaltare l'andazzo contemporaneo e ripristinare bellezza, armonia, rispetto? Se anche esistesse siamo sicuri che non la farebbero mai giungere ai vertici. Hanno sterminato i catari e tutte le vere tradizioni spirituali, con una meticolosità sorprendente, nei secoli.

Siamo al bivio. Ognuno di noi può continuare a fare l'officiante di rituali altrui, oppure prendersi cura di se e dei propri simili in modo inatteso, creativo, luminoso.

07/05/19

La Mattanza delle Alberature Secolari continua ...


Come già segnalato, continua nei comuni italiani la mattanza delle alberature secolari. Queste foto si riferiscono al Comune di Trevignano Romano, sul lago di Bracciano, in cui è cominciato, il 6 Maggio, l'abbattimento di decine di pini ultradecennali. L'Amministrazione interpellata ha accampato giustificazioni risibili, come la non autenticità dei pini nel contesto naturale, senza sapere che in Italia non esistono alberature tipiche perché tutto il paesaggio è stato rimaneggiato nei secoli per intero.


Credo che in ultima analisi si sia trattato (a livello subcosciente) di un atto di sadismo e manifestazione di possesso del territorio. Le alberature apparivano sane e ben potate. Alcuni apparati radicali insistevano sul manto stradale ma la percorrenza in quel tratto di lungolago è pressoché inesistente, se si escludono i pochi mesi estivi. Occorre infine rammentare come le chiome delle alberature ad alto fusto, interferiscano con le emissioni della futura e prossima (e perniciosa) rete 5G


Questo aspetto potrebbe far comprendere perché ci si accanisca contro tali meravigliose forme di vita non solo in Italia ma anche in tutto il mondo occidentale. Segnalazioni di tali scempi infatti ci pervengono anche dal nord Europa, Canada e Stati Uniti. Con la ridicola scusa della sicurezza, si eliminano i nemici dell'irradiamento di massa prossimo venturo: gli alberi. Esseri viventi evolutissimi a cui noi stupidi umani dobbiamo semplicemente la vita.


Ci auguriamo che gli esseri umani siano svegli e pronti in un'azione di protesta vigorosa. Attaccati a quegli alberi infatti, ci sono la nostra storia ed il nostro futuro.  Si Legga anche:

05/05/19

Yoga e scie chimiche


Le tante varianti dello Yoga, nella loro espressione nello spazio e nel tempo, hanno alcune basi comuni. Una di queste è il controllo delle funzioni vitali. Il respiro, l’eiaculazione, il battito cardiaco…è possibile, tramite lo yoga, espandere la mente cosciente fino ad invadere campi propri degli automatismi vitali o comunque del fluire spontaneo delle funzioni biologiche.

Dopo una giornata di pesanti irrorazioni biochimiche clandestine (scie chimiche) è possibile notare la dissoluzione dei cumoli. Laddove era prevista pioggia abbondante ci si ritrova con una coltre sterile, un’aria disseccata, un silenzio tombale. Il giorno seguente, sempre caratterizzato da irrorazioni clandestine, arriva infine una pioggia automatizzata: tre ore di pioggia battente, regolare, uniforme e monotona.

Così come quindi lo Yoga - pratica introdotta in occidente dai satanisti inglesi - le scie chimiche impediscono un flusso naturale, in questo caso, dei moti atmosferici; riducono la casualità a zero o quasi, impedendo di fatto la correttezza di ogni previsione metereologica che si basi ancora sulla fisica dell’atmosfera e non sulle volontà di questi moderni dittatori, tanto potenti ed elusivi quanto vigliacchi e subdoli.

Yoga e scie chimiche (con i corollari delle armi emissive a terra) sono due pratiche che tendono al controllo e all’automazione, al dominio della volontà cosciente sui moti naturali, all’eliminazione della naturalezza. Sono pratiche assimilabili nel metodo, se si tengono a mente queste finalità. 

Credo che il fine ultimo delle scie chimiche - lo stesso obiettivo delle altre poderose operazioni di modellazione della biosfera in corso - sia quello di automatizzare la vita sul pianeta terra, rendere il tutto previsto e prevedibile, ridurre le moltitudini di possibilità ad un solo unico paradigma, freddo e onniscente.


Questo obiettivo, oltre che di profonda ignoranza, è frutto di una follia antiumana, la stessa mentalità che inietta sadicamente vaccini/veleni negli infanti o che distrugge i fragili equilibri genetici di piante e animali. Inutile dire che sarà l’anima a dover fronteggiare tutto ciò perché sarebbe lei la prima ad allontanarsi da un pianeta ridotto in modo ridicolo ad un circuito stampato. 

Ogni individuo è, e lo sarà sempre più, posto di fronte ad un bivio: integrarsi (nel senso letterale del termine) oppure emanciparsi e condurre la propria meravigliosa ed imprevedibile lotta verso la libertà.