15/11/19

Oggi anti-abbandono, domani: Microchip...


altroconsumo - Dal 7 novembre 2019 è in vigore il decreto attuativo sui dispositivi antiabbandono. Nonostante le indicazioni del Consiglio di Stato e le nostre richieste, contemporaneamente è entrato in vigore anche l’obbligo di avere il dispositivo in auto e le relative sanzioni.

Il dispositivo anti-abbandono, è un preludio al microchip impiantato sottopelle per tutti i bambini. Così come il reddito di cittadinanza non è altro che un escamotage per rendere abituale il pagamento tramite carta elettronica senza contante, l'obbligo per il dispositivo anti abbandono nei seggiolini per bambini, apre le porte al controllo intimo dell'individuo, sempre con la ridicola scusa della sicurezza.

Infatti, se un genitore dimentica il suo bimbo in auto, è ovvio che si tratta di un individuo disadattato e stressato, che conduce uno stile di vita insalubre ed innaturale, in contesti artificiali privi di riferimenti rasserenanti e benefici. Non occorre aggiungere l'ennesimo inutile dispositivo elettronico: occorre cambiare stile di vita, valori, relazioni familiari, contesto sociale.

Pian pianino, dopo le immonde vaccinazioni forzate, renderanno obbligatorio il microchip sottocutaneo per i nuovi nati e, perché no, per vecchi, malati, VIP, ... tutti insomma. E' solo questione di tempo.

Riflessioni per immagini

QUALCOSA NON TORNA, TROPPE ANOMALIE
FERMARSI AD OSSERVARE, SENZA TIMORE
NELLA SALA DI CONTROLLO C'E' AGITAZIONE E STUPORE
UN IMPOSSIBILE TRAMONTO CON LUNA E OMBRE SBAGLIATE, 
UNA PROIEZIONE PROPRIO COME NELLA REALTA'
LA FORMA DELLA TERRA
LE DIMENSIONI DEL SET, L'ENORMITA' DELLA FINZIONE
LA CONSAPEVOLEZZA DELLA RAGGIUNTA CONSAPEVOLEZZA
IL DISPIACERE E LA SOLITUDINE DEL CREATORE/INGANNATORE
CHE RAZZA DI FONDALE STAI OSSERVANDO, TRUMAN?
TOCCARE CON MANO LA CONSISTENZA DELLA REALTA'

13/11/19

Tutto va bene - L'orrore nella pubblicità


Se c'è una potenza manipolatoria delle masse efficace e garantita, quella è la pubblicità. Ormai è pura pubblicità anche la politica, l'istruzione, la sanità e perfino la giustizia. La pubblicità è il valore aggiunto al nulla, l'appendice che diviene sostanza, l'involucro che diventa contenuto. La pubblicità è ovunque e comunque, non si ferma mai neppure nelle tragedie del vivere quotidiano.

E' data per scontata: esiste e basta, eppure non è proprio così. C'era un tempo in cui la pubblicità era inscritta in recinti ben delimitati, annunciati da squilli di trombe o cornici ben visibili. Oggi è invece il complemento a qualsivoglia contenuto espressivo tanto da arrivare all'impossibilità di distinguerla da altre forme comunicative.


Di ciò si erano accorti gli artisti POP, gli epigoni di ciò che veniva definito una volta 'Arte contemporanea'. Nelle loro opere cedevano volentieri il passo al nulla aggiunto, segnalandone la priorità oltre qualsiasi possibile contenuto. La pubblicità impone se stessa con una spregiudicatezza imbarazzante. Nemmeno i regimi totalitari più espliciti erano riusciti ad imporsi alle masse con tanta forza persuasiva.

Il potere della pubblicità risiede senz'altro nelle tecniche di manipolazione mentale impiegate dai persuasori occulti, quei tecnici della mente al soldo delle multinazionali ben descritti da Vance Packard nel suo imperdibile 'I persuasori occulti', del 1959. Riflettiamo sul fatto che tali centri di persuasione, dopo la pubblicazione del suo libro, sono di fatto scomparsi, mentre invece hanno potenziato di molto la loro capacità offensiva.


La pubblicità sconfina nella pornografia, nella perversione, nell'indecenza. E' al di sopra di ogni categoria etica e morale. Tutto divora e corrompe, distorce e manipola al solo fine di essere efficace: entrare nelle menti dei fruitori e indurli a pensare e comportarsi come desiderato. Guardandoci attorno possiamo affermare senza dubbio la vittoria di tale enunciato.

Occorre infine ricordare come il suo potere sia quello che noi tutti le concediamo. Ormai però è l'unica forma di pensiero coerente possibile, l'unico contenitore di valori sociali condivisi ed imperituri. Vivere al di fuori della pubblicità oggi significa infatti vivere in isolamento da disadattati ... e quindi, ora ... pubblicità! 

12/11/19

Piovono fibre plastiche nelle montagne del Colorado - Sulla cosiddetta sindrome di Morgellons


Questo incantevole paesaggio sono le montagne del Colorado, dove un ricercatore chimico ha raccolto campioni di acqua piovana per analizzarli, come riportato da The Guardian. Con sua grande sorpresa ha constatato come nell'acqua piovana si trovino quantitativi significativi di fibre plastiche. Per chi ha una dimestichezza con la cosiddetta sindrome di Morgellons, non sarà difficile scorgerne nette somiglianze con quelle fibre che, negli affetti da tale malattia, fuoriescono dai tessuti interni del corpo umano producendo gravi lesioni epidermiche e pesanti invalidità psico-fisiche.


Dall'abstract della ricerca di , è possibile rilevare come le fibre appaiano di vari colori ben definiti (blu, rosse, argento, viola, verdi e gialle) e, dato che i campioni di acqua piovana sono stati reperiti ad un'altitudine di oltre 3000 metri slm, è possibile dedurre come l'inquinamento da sostanze plastiche non sia appannaggio solo delle aree urbane industrializzate. Alla ricerca di Wetherbee (tecnico governativo) manca ovviamente l'ovvio collegamento con le scie chimiche e la cosiddetta sindrome di Morgellons, scontato dato il luogo, il colore, la dimensione e la forma di queste fibre.

Queste fibre vengono disseminate nell'atmosfera tramite le funeste dispersioni clandestine di materiale bio-chimico note come 'scie chimiche', un'operazione segreta che da oltre venti anni imperversa in tutto il pianeta. Le fibre sono in realtà nano-organismi auto-assemblanti a cavallo tra organico ed inorganico, andando infatti a costituire un ponte inatteso tra la biologia e la robotica, dimensione esistenziale terrifica verso la quale i manipolatori stanno traghettando l'umanità, assieme a tutta la biosfera. Dalle statistiche della cosiddetta sindrome di Morgellons infatti si può rilevare come, tra i malati possessori di animali da compagnia, risultino afflitti anche questi ultimi.

L'aspetto paradossale della cosiddetta sindrome di Morgellons è che il malato rappresenta invece l'individuo sano, l'individuo cioè che respinge il cablaggio forzato di massa, indotto in modo subdolo e disumano tramite l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, il cibo che consumiamo. Il malato della sindrome di Morgellons, per sue caratteristiche genetiche peculiari, non tollera questo cablaggio forzato ed espelle dall'epidermide gli apparati che dovrebbero invece collegarsi simbioticamente agli organi interni ed ai tessuti neuronali.

     
Il malato di Morgellons apparterrebbe ad una parte esigua dell'umanità che respinge questa manipolazione genetica di massa nella quale non solo siamo tutti coinvolti ma che sembrerebbe vicina al suo obiettivo finale: modificare la genetica umana con inserzioni robotiche. A nulla o a poco valgono infatti filtri, cure e protezioni. Mi chiedo: gli afflitti dalla sindrome di Morgellons sono gli ultimi homo sapiens?

La biosfera nei prossimi decenni potrebbe apparire simile a quella odierna ma la sua sostanza sarà inevitabilmente e profondamente modificata, dirottata diremmo. Quali saranno le conseguenze di questa terrifica manipolazione non è del tutto noto. Uno degli obiettivi del transumanesimo è proprio quello di interfacciare il nostro substrato biologico con una interfaccia robotica. Nessuno però vorrebbe e dovrebbe farlo senza il proprio consenso.  Link utili:




11/11/19

Il ruolo delle forze armate in un paese allo sfascio


L'Italia è un paese allo sbando. Le sue infrastrutture produttive sono in grave difficoltà così come le amministrazioni pubbliche e private. Dal punto di vista strategico e geopolitico siamo in balia di forze straniere di cui siamo costretti a seguire indirizzi e velleità indipendentemente se sia in nostro favore o meno. Dobbiamo difatti garantire che una classe politica inetta, asservita e confusa sieda ai vertici del sistema di governo in modo che non rappresenti un intralcio in caso di decisioni che riguardino gli ambiti militari mondiali.

Fatte queste ovvie e dolorose premesse, occorre considerare il ruolo delle forze armate in questo scenario desolante che, negli anni a venire, non farà altro che peggiorare. Ha senso investire negli equipaggiamenti militari? Come districarsi tra le commesse pubbliche e private, interessi privati e pubblici, decisioni e ripensamenti? Sfugge davvero dove sia il vero interesse del paese nel suo contesto militare, chi sia a tirare le fila dell'imponente macchina per difendere e offendere italiana.

Chi decide sulle missioni italiane all'estero? Chi ne valuta i pro e i contro per il nostro paese? Perché il mondo militare non si oppone alle pesantissime ingerenze militari straniere sul nostro suolo patrio, contro la geo-ingegneria per esempio? Perché la marina militare non impedisce lo sbarco di clandestini sulle nostre coste? In due parole: perché le forze armate italiane non fanno il loro dovere?

Questo articolo e l'intervista seguente possono aiutare a farsene un'idea, soprattutto in merito all'affaire F-35. Se siete interessati, buona lettura e visione:

sakeritalia - Napoli, e non Roma, è stata ieri al centro della Giornata delle Forze Armate. Sul Lungomare Caracciolo sono sfilati 5 battaglioni. Ma il pezzo forte è stata l’area espositiva interforze, che ha richiamato per cinque giorni in Piazza del Plebiscito soprattutto giovani e bambini. Essi hanno potuto salire a bordo di un caccia, guidare un elicottero con un simulatore di volo, ammirare un drone Predator, entrare in un carrarmato, addestrarsi con istruttori militari, per poi andare al porto a visitare una nave da assalto anfibio e due fregate missilistiche. Una grande «Fiera della guerra» allestita con un preciso scopo: il reclutamento.

Il 70% dei giovani che vogliono arruolarsi vive nel Mezzogiorno, soprattutto in Campania e Sicilia dove la disoccupazione giovanile è del 53,6%, rispetto a una media Ue del 15,2%. L’unico che offre loro una occupazione «sicura» è l’esercito. Dopo le selezioni, il numero dei reclutati risulta però inferiore a quello necessario. Le Forze armate hanno bisogno di più personale, poiché sono impegnate in 35 operazioni in 22 paesi, dall’Europa orientale ai Balcani, dall’Africa al Medioriente e all’Asia. Sono le «missioni di pace» effettuate soprattutto là dove la Nato sotto comando Usa ha scatenato, con l’attiva partecipazione dell’Italia, le guerre che hanno demolito interi Stati e destabilizzato intere regioni.

Per mantenere forze e armamenti adeguati – come gli F-35 italiani schierati dalla Nato in Islanda, mostrati dalla Rai il 4 novembre – si spendono in Italia, con denaro pubblico, circa 25 miliardi di euro annui. Nel 2018 la spesa militare italiana è salita dal 13° all’11° posto mondiale, ma Usa e Nato premono per un suo ulteriore aumento in funzione soprattutto della escalation contro la Russia.

Lo scorso giugno il governo Conte I ha «sbloccato» 7,2 miliardi di euro da aggiungere alla spesa militare. Lo scorso ottobre, nell’incontro del premier col Segretario generale della Nato, il governo Conte II ha assicurato l’impegno ad aumentare la spesa militare di circa 7 miliardi di euro a partire dal 2020 (La Stampa, 11 ottobre 2019). Si sta così per passare da una spesa militare di circa 70 milioni di euro al giorno a una di circa 87 milioni di euro al giorno. Denaro pubblico sottratto a investimenti produttivi fondamentali, specie in regioni come la Campania, per ridurre la disoccupazione a partire da quella giovanile.

tratto da difesa on line - Ognuno è libero di avere una propria opinione sul velivolo, a patto di una completezza delle informazioni a disposizione. Dal momento che, secondo lo scrivente, tale quadro non è mai stato chiaramente fornito ai cittadini del nostro amato Paese, abbiamo intervistato il già capo di stato maggiore dell'Aeronautica, il generale Pasquale Preziosa. Complice un momento di relax in serena compagnia dei nipoti, il generale ha fornito con la già proverbiale schiettezza alcuni dati che ci mancavano...

Generale Preziosa, cosa è avvenuto con il taglio del 2012 alla quota di F-35? La nostra convenienza sarebbe stata non scendere al di sotto di cento velivoli: avremmo, come è stato, perso una quota del 30% nella produzione di cassoni alari del velivolo. Quale era il valore di ogni cassone alare e quanti avremmo dovuto produrne? Il valore era di circa 10 milioni ognuno. Avremmo dovuto produrne oltre1280, se ben ricordo. Ne abbiamo persi 400.


Quindi scendere a quota 90 ci ha fatto perdere... Parliamo, con le penali, della bellezza di 4-5 miliardi! Questo avviene quando le analisi hanno come obiettivo il Sistema-governo (non il "Sistema-Paese", nda). Una riduzione era "politicamente" richiesta, anche se il governo era allora "tecnico" (governo Monti, nda). Quale sarebbe stata la massima convenienza? Contrarre l'acquisto a 101 F-35, evitando di far perdere all'industria ed in definitiva all'Italia quella montagna di soldi.

Qualcuno sostiene che il programma rappresentasse una fregatura per il nostro Paese... La realtà è l'opposto: gli americani avevano concesso SOLO all'Italia di produrre i cassoni alari e di assemblare il velivolo al di fuori degli Stati Uniti! Un vantaggio tecnologico evidente a chi entra nella FACO di Cameri. Se raffrontiamo la somma degli investimenti nel programma (circa un miliardo), il costo dei velivoli ed i 12-13 miliardi del ritorno industriale, al "Sistema Paese Italia" i velivoli erano forniti quasi gratis! Eravamo il Paese eletto dagli Stati Uniti in Europa per avere il massimo vantaggio. Ognuno di noi può poi fare i propri calcoli per ridurre tale privilegio... In Italia siamo riusciti a compromettere un'opportunità unica. Il taglio effettuato non ha comportato un risparmio, costerà miliardi: quelli compromessi con la perdita della produzione.

08/11/19

Abbattuta la mortalità infantile in Giappone grazie al divieto di vaccinazione (MMR) - aggiornato


Maurizio Blondet - I  giapponesi sono ben istruiti sui pericoli della vaccinazione eccessiva dei loro bambini e si oppongono all’uso di vaccinazioni multi-shot come il vaccino MMR. In seguito al numero record di bambini che hanno manifestato reazioni avverse, tra cui meningite, perdita degli arti e persino morte improvvisa, il governo giapponese ha vietato il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) dal suo programma di vaccinazione, nonostante l’opposizione della grande industria farmaceutica.

Il vaccino MMR è stato introdotto in Giappone nell’aprile 1989 e i genitori che hanno rifiutato il vaccino obbligatorio sono stati multati. Dopo tre mesi di analisi, i funzionari hanno capito che un bambino su 900 ha sviluppato reazioni avverse al vaccino, un tasso che era 2.000 volte superiore al tasso previsto. I funzionari speravano di risolvere il problema passando a un’altra versione del vaccino, ma l’eccessiva quantità di reazioni avverse persisteva, con uno su 1.755 bambini colpiti.

Il test del fluido spinale di 125 bambini ha stabilito che i vaccini erano entrati nel sistema nervoso di un bambino, con due casi sospetti aggiuntivi. Quattro anni dopo, nel 1993, il governo ha cancellato le somministrazioni MMR contro il morbillo e la rosolia. Statistica impietosa: in USA muoiono il doppio dei bimbi rispetto al Giappone.

Intanto nella rossa Emilia che fu...

 


Finchè gli esseri umani non si renderanno conto di cosa sia realmente l'obbligo vaccinale infantile non sarà possibile procedere in nessun senso positivo per migliorare la situazione generale. Gli stati si stanno dimostrando per quello che sono: atroci sistemi di confinamento e controllo dei poveracci che sono nati all'interno delle loro zone di influenza. Purtroppo l'Italia è stata scelta come paese test per gli obblighi vaccinali. Occorre rammentare a tutti quindi come i vaccini siano, oltre che inutili, letteralmente pieni di spazzatura bio-chimica. Fate girare.

Italia e Grecia con un destino comune


 adnkronos - "Italia più rischiosa della Grecia" e quindi il paese più rischioso della zona euro. E' quanto rivela il 'Financial Times' che in un articolo evidenzia come i rendimenti dei bond greci sono scesi sotto quelli dell'Italia per la prima volta dal 2008. Il rendimento dei bond a 10 anni della Grecia giovedì è stato pari all'1,10% mentre il rendimento di titoli equivalenti italiani è salito all'1,16%. "I rendimenti di entrambi i paesi, che hanno avuto un picco durante la crisi del debito in euro, rimangono molto bassi per gli standard storici, ma la riabilitazione del mercato obbligazionario della Grecia è stata la più spettacolare", sottolinea il quotidiano britannico. L'economia italiana, osserva il Ft, "rimane impantanata in una crescita lenta. Sebbene S&P valuti che il debito ​​italiano offre migliore garanzie rispetto a quello greco, l'Italia ha un outlook negativo".

Premettendo che le statistiche siano quasi tutte inventate a favore di chi le compila, il dato è verosimile. L'Italia è stata annichilita e poi spolpata dalle multinazionali straniere. I governi nulla hanno fatto se non facilitare e consentire tale operazione di predazione ai danni di tutti i cittadini italiani.

Fino a pochi anni orsono, sembrava inevitabile privatizzare, liberalizzare, inserirsi in un contesto globale ... vendersi per pochi spicci, in sintesi. La vulgata dei media di regime blaterava delle necessità di aprire le porte ai predoni, di vendere e delocalizzare. Ecco il risultato: un paese povero sull'orlo di un baratro, che reggerà finché avrà le possibilità di pagare i lauti stipendi dei burosauri inutili di cui l'Italia è piena.

Quanto reggerà il sistema? Un anno? Sei mesi? E' chiaro come alla fine o si ripudierà il concetto stesso di debito pubblico oppure saremo costretti ad una austerità senza precedenti e a venderci l'inimmaginabile, come molte famiglie italiane hanno già fatto o sperano di fare. Questa è la ragione per la quale hanno fatto salire al potere politico una massa di inetti senza attributi e senza spirito patriottico.   

07/11/19

Terminator: qui e ora!


Lo spauracchio di un drone autonomo killer è ora realtà. Una ditta cinese di armamenti ha già prodotto e venduto droni volanti, equipaggiati di missili e mitragliatrici, in grado di agire autonomamente (ed anche uccidere) in uno scenario di guerra o sorveglianza.

futurism - Gli appaltatori militari cinesi hanno già iniziato a vendere robot killer pericolosi e autonomi ai clienti del Medio Oriente. Una società cinese chiamata Ziyan sta commercializzando attivamente il suo Blowfish A3 - un drone autonomo simile a un elicottero armato con una mitragliatrice - agli acquirenti internazionali. Secondo Defence One questa notizia significa che finalmente e sfortunatamente, viviamo già nell'era dei robot killer.



Mentre Ziyan lavora per vendere i suoi droni assassini autonomi in Arabia Saudita e Pakistan, il governo cinese è già ben radicato nel commercio di robot killer. "Mentre parliamo, il governo cinese sta già esportando alcuni dei suoi droni aerei militari più avanzati in Medio Oriente, mentre si prepara ad esportare i suoi UAV invisibili di prossima generazione quando saranno online", come ha dichiarato il segretario alla Difesa Mark Esper, a Defence One. "I produttori di armi cinesi stanno vendendo droni pubblicizzati come capaci di piena autonomia, inclusa la capacità di condurre attacchi letali mirati."


Ovviamente a breve si aggiungeranno alla Cina altri paesi produttori d'armamenti. Robot autonomi in grado di prendere decisioni di uccidere esseri umani senza il controllo remoto di altri esseri umani. La guerra del futuro sarà questa e il nemico l'abbiamo creato noi. Evidentemente, l'umanità dovrà affrontare anche questa prova, dopo la guerra contro gli elementi, contro se stessa e contro gli alieni, ecco la guerra contro le macchine di cui Hollywood ci aveva ampiamente avvertito, come sempre.

05/11/19

L'inquisizione di stato e la commissione Segre


Lucido ed utile l'appello alla sen. Segre di Marco della Luna 'Santa Commissione o Santa Inquisizione?'. Che gli ordinamenti giuridici europei tendano a costituirsi a psicopolizia è un fatto assodato. La libertà di espressione in Europa non è più. Queste leggi (statuto della commissione Segre) sono indecenti espressioni di illiberalità e censura del pensiero critico e della libera ricerca. La scusa del contrasto all'antisemitismo, nasconde un desiderio di controllo mentale e sociale sempre più stretto e opprimente.

dall'articolo:   
-la pubblica informazione è in mano a cinque grandi agenzie mondiali, controllate da capitali privati, dedite al filtraggio delle notizie, delle analisi e al consolidamento di un pensiero unico liberista-mercatista-globalista; ad esse quasi tutti i giornalisti e i mass media si attengono, anche quelli pubblici; -i docenti, anche quelli universitari, persino quelli di filosofia, ricevono dalla politica direttive ideologiche afferenti al pensiero unico, cui devono attenersi per conservare il posto, far carriera, aver visibilità; -la ricerca scientifica, con la stampa scientifica, è in gran parte finanziata e controllata da capitali privati che contrattualmente si riservano la proprietà dei risultati e il diritto di decidere che cosa divulgare e che cosa no; in tal modo il capitale orienta la scienza, il suo insegnamento, la sua applicazione, dall’economia alla medicina; -ai medici in Italia è stato perfino vietato, sotto pena di radiazione, di esercitare il diritto di informazione dei pazienti sugli effetti dei vaccini obbligatori; -FaceBook esercita arbitrariamente il potere di oscurare i suoi utenti non allineati col pensiero unico (lo ha fatto anche a me, per un mese, durante la campagna elettorale europea);

Fa bene della Luna a considerare assieme alcuni aspetti della psicopolizia prossima ventura. Inoltre:
-il tracciamento di ogni pagamento e versamento (con la costrizione a passare per una banca ad ogni transazione); -l’imposizione di vaccinazioni di massa senza trasparenza sugli effetti reali dei prodotti inoculati (con l’Ema che vuole inserire dal 2022 le certificazioni vaccinali nei passaporti come condizione di validità). Le tre suddette riforme vanno comprese come strumenti fondamentali e integrati dell’attuale fase evolutiva del controllo sociale, basata essenzialmente: -sulla manipolazione e modificazione diretta degli uomini, anche biologica e genetica, via farmaci, vaccini, alimenti, etc.; -sul loro monitoraggio costante e capillare nelle idee, negli spostamenti, nel denaro; -sulla possibilità di escluderli unilateralmente, con un click, dalle reti (comunicazioni, servizi, accesso al proprio denaro in banca).

La società del futuro si prefigura come un sistema immateriale di controllo e manipolazione totalitaria. Un campo di concentramento hi-tech in cui il giogo del lavoro non sarà la sola risorsa per il controllo dell'individuo. Anche il disoccupato infatti potrà essere monitorato tramite i sussidi elettronici del reddito di cittadinanza, escludibili a piacimento.

C'è una casta nel pianeta che crea denaro dal nulla e lo utilizza per schiavizzare le popolazioni ed assoggettare gli stati. Lo utilizza anche per sedurre e corrompere ma nel prossimo futuro la repressione tecnologica diverrà talmente brutale e capillare da escludere tale necessità. Chi avrà in mano le chiavi elettroniche delle nostre esistenze, sarà in grado di controllarci, manipolarci, uccidere perfino senza che niente e nessuno possa individuarne colpevoli o mandanti o abbia da ridire.

Ridicolo e grottesco che spesso al vertice di queste operazioni si trovino uomini e donne di origine e religione ebraica, proprio quel popolo e quel credo vessato e controllato per millenni che impone oggi vessazioni e controllo a tutti. Conclude della Luna:
Il totalitarismo capitalista non è funzionalmente diverso da altri totalitarismi, a quelli verso cui, per il pensiero unico, è lecito esprimere odio, come quello autore dello sterminio di milioni soggetti appartenenti a categorie-bersaglio, tra cui innanzitutto gli Ebrei, compresi i familiari della sen. Segre – la quale suppongo non abbia percepito per tempo i fini liberticidi a cui è stata strumentalizzata, ma ora può ben rimediare brillantemente. Gli Ebrei, ricorrenti vittime della persecuzione contro la libertà culturale, sono pure storici paladini, nonché simbolo, della medesima!

Tragicomico infine che lo stato di Israele si sia definito come stato essenzialmente razziale e quindi al di fuori di qualsiasi logica democratica. Il suo possibile ingresso nell'Unione Europea, la dice lunga sul futuro di questa perniciosa istituzione che assomiglia sempre più ad un astuto recinto di contenimento e programmazione psico-sociale. Ovviamente l'immigrazione forzata si inserisce perfettamente in questo quadro drammatico che ci costringe a prefigurare quantomeno un futuro europeo molto instabile e volutamente conflittuale. Scriviamo e diffondiamo tali informazioni prima che ciò divenga reato!

l'intero articolo è disponibile QUI

04/11/19

La Via


Ogni entità spirituale nella storia dell'umanità ha indicato, in modo diretto o indiretto, la propria visione della via da percorrere per la liberazione definitiva dal male e l'ascesa verso lidi esistenziali superiori. Si tratta di un bagaglio di informazioni poderosissimo, stilato in ogni angolo remoto del pianeta, in ogni era. Oggi prevale il credo scientista, quella dottrina figlia del materialismo meccanicista fine ottocentesco, che ha pervaso e convinto mezzo mondo della sua credibilità e giustezza.

Le tradizioni sono state imperative oppure lasche, atte cioè a rendere la via dell'adepto un processo volontario più individuale che collettivo. Inutile ricordare come spesso, queste tradizioni spirituali, si siano sclerotizzate in rigidi precetti, manifestatesi come rigidi protocolli rituali, svuotate dal primigenio motore ideale ed emotivo. Le religioni di massa, ben rappresentano questo processo involutivo.

Alcune discipline spirituali si sono, per così dire, estinte, sopraffatte da altre più o meno simili. Pensiamo al caso del mitraismo che tanto ha ceduto al nascente cristianesimo. La ritualità però spesso sopravvive alle intenzioni di chi l'ha codificata in forme e modi inaspettati. Si pensi ai rituali massonici ad esempio.


La Via radiosa, offerta in dono a noi dallo scientismo (che nei prossimi secoli sarà ricordato come una vera religione) è livellata sul piano più basso dell'adesione popolare. Il candore di un laboratorio di biologia, l'austera serietà dei medici, le divise e le gerarchie, assomigliano maledettamente a quelle religiose, proprio per rammentare a tutti che si tratta solo di una momentanea sostituzione, non un cambio di paradigma.

Gli adepti trovano sommo conforto a frequentare ospedali e laboratori ove effettuare le pratiche devozionali: analisi, prelievi, tac, biopsie ... fino ad arrivare alle funzioni vere e proprie, le operazioni, gli interventi salvifici che nessuna tradizione fino ad ora aveva mai permesso. Il fedele moderno tiene d'occhio il suo colesterolo (il segno del peccato) si confessa dal medico di base per poi chiedere udienza alle massime autorità ecclesiastiche in caso di gravi malattie/peccati. L'indulgenza è la professione della pazienza come indirizzo esistenziale (il paziente), necessario per percorrere i primi gradini verso la santità.


Questo sistema offre un'esistenza edulcorata, promette un paradiso sulla terra in cui il monitoraggio diverrà continuo ed ubiquo. Un'adesione senza riserve fin dall'infanzia (vaccini/battesimo) promette di percorrere la via in fede e speranza per tutta la vita. Ecco il moderno. Ecco il progresso. Ecco la nuova via per la felicità. Come tutte le fedi, anche questa salva le vite, peccato che a salvarsi siano i pazienti stessi, anche se non lo sanno.

Come pecore o bambini ci affidiamo alle litanie del cloroformio e delle corsie, ci nutriamo di speranza quando un camice bianco sfiora le nostre carni da peccatori. La 'scienza' è sacralità, la disciplina è il percorso liturgico verso l'immortalità. La promessa finale è l'eternazione in contesti digitali. Il blocco dei cicli naturali. La vita in un mondo senza tempo. Proprio quello che stiamo vivendo forzatamente dopo la beffa dell'11 Settembre.

Le religioni affinano le loro armi per portare energia ai loro creatori. Con lo scientismo, la promessa si fa sempre più realistica e l'adesione è imposta dagli stati moderni che si basano proprio su questa religione, senza però affermarlo esplicitamente.

01/11/19

Uno stato fondato sul concetto di razza?


internazionale - Il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato una delle leggi più importanti della sua storia, oltre che quella più conforme alla realtà. La legge sullo stato-nazione (che definisce Israele come la patria storica del popolo ebraico, incoraggia la creazione di comunità riservate agli ebrei, declassa l’arabo da lingua ufficiale a lingua a statuto speciale) mette fine al generico nazionalismo di Israele e presenta il sionismo per quello che è. La legge mette fine anche alla farsa di uno stato israeliano “ebraico e democratico”, una combinazione che non è mai esistita e non sarebbe mai potuta esistere per l’intrinseca contraddizione tra questi due valori, impossibili da conciliare se non con l’inganno.

Se lo stato è ebraico non può essere democratico, perché non esiste uguaglianza. Se è democratico, non può essere ebraico, poiché una democrazia non garantisce privilegi sulla base dell’origine etnica. Quindi la Knesset ha deciso: Israele è ebraica. Israele dichiara di essere lo stato nazione del popolo ebraico, non uno stato formato dai suoi cittadini, non uno stato di due popoli che convivono al suo interno, e ha quindi smesso di essere una democrazia egualitaria, non soltanto in pratica ma anche in teoria. È per questo che questa legge è così importante. È una legge sincera. Le proteste contro la proposta di legge erano nate soprattutto come un tentativo di conservare la politica di ambiguità nazionale. Era bello dire che l’apartheid riguardava solo il Sudafrica.
 
Anche il giurista Mordechai Kremnitzer ha denunciato invano il fatto che la proposta di legge avrebbe “scatenato una rivoluzione, né più né meno. Sancirà la fine di Israele come stato ebraico e democratico”.

31/10/19

FCA-PSA e la Nutella. Un altro pezzo d'Italia che se ne va per sempre.


Già il gruppo FCA era davvero poco italiano: sede a Londra ed interessi ovunque. Fu Marchionne a traghettare il gruppo Fiat verso lidi transnazionali, evidentemente occorreva un italo/canadese per farlo. Piano piano quindi la Fiat se n'è andata dall'Italia. Oggi è un gruppo automobilistico globale come tanti altri. Inutile metterci sopra le bandierine tricolori, l'auto italiana non esiste più.


Questa sparizione si inserisce nel solco delle tante cessioni di capitali industriali e societari a entità straniere. Come se in Italia, la patria della piccola e media impresa, nessuno fosse più capace di gestire e produrre alcunché. Certo, l'Italia è anche la patria delle mafie e del malaffare, però era capace di grandissime performances tecnologiche ed imprenditoriali. Evidentemente è proibito in Italia fare impresa. Soprattutto agli italiani.


I media di regime strombazzano che la fusione sarà al 50% ma il consiglio di Amministrazione prevede 11 membri di cui solo cinque saranno proposti da FCA. Ma chissenefrega ormai? L'Italia non ha più una propria industria automobilistica, non ha più una compagnia di bandiera, sta svendendo banche, imprese e società a soggetti esteri, con un'atmosfera di ineluttabilità che è davvero inquietante.

Gli italiani che fanno? Se ne preoccupano? No, i nostri compatrioti sono indaffarati a scannarsi per una scommessa sportiva perduta o per un tiro di coca in più o in meno. Lasciamo ai nostri figli un paese spolpato, soprattutto su mandato di Francia e Germania. L'Italia non doveva essere più. Siamo un supermarket di terzo livello, un discount di periferia dove chiunque può impunemente razziare ciò che crede.


La risibile 'sugar tax' dell'ottimo Giuseppi Conte, vuole danneggiare la Ferrero, una delle poche aziende multinazionali saldamente in mani italiane. Anche la penosa polemica sulla nocività o meno dell'olio di palma era solo una scusa per indebolire e ricattare la Ferrero: un pilastro imprenditoriale che resiste nella devastazione globalista del nostro paese. Buon futuro di necessità, povertà ed asservimento a tutti.