veritas vincit - Quell’immagine del portabandiera che, durante l’assalto alla
baionetta, stramazza a terra colpito e non più si rialza, con la sacra bandiera
che giace nel fango. Ma ecco che un ardito sopraggiunge, la raccatta e riparte
all’attacco insieme agli altri eroi. Quell’immagine ci è stata mostrata da
innumerevoli film, dove alla fine erano sempre i buoni quelli che vincevano.
Ora siamo nella fase dell’incertezza. Ora stiamo aspettando che l’ardito
assalitore successivo raccolga la fiaccola caduta nel fango e riprenda la corsa
verso le mitragliatrici. Stiamo aspettando ma non sopraggiunge nessuno. La
carica degli arditi sembra congelata immobile da un regista in vena di scherzi.
La bandiera è ancora nel fango. A Paolo Savona è andata anche bene. Il nemico
non scherza e le sue mitragliatrici falciano allegramente gli assalitori. Soprattutto
non guardano in faccia a nessuno: plebei o aristocratici, se non chinano la
testa di fronte agli usurai, qualche meccanico sabotatore si trova sempre.
Savona è stato risparmiato per la sua età, in quanto ottuagenario. Ma cosa
succederà al prossimo portabandiera?
29/05/18
28/05/18
La Rivoluzione mancata
Mattarella
(presidente eletto da un parlamento da lui stesso giudicato illegittimo) ritira l’incarico ad un presidente del consiglio, diretta espressione delle
forze politiche uscite vincitrici alle scorse elezioni. Con evidenza, non si va al governo se
non si ha l’appoggio delle cosche occulte che governano di fatto il paese e l’Europa.
La volontà del popolo è stata tradita ed il popolo che fa? Sciopera ad oltranza
erigendo barricate nelle pubbliche vie? Accende falò davanti al Quirinale per
riottenere qualche briciola di democrazia perduta? No, attende attonito od
indifferente l’ennesimo governo fantoccio delle banche, delle cosche e delle
massonerie (che poi sono la stessa cosa).
Un’ennesima
lezione al popolino che pensava di aver compreso la costituzione ed espresso
chiaramente la sua volontà. L’Italia non è una democrazia ma una Spa,
regolarmente registrata. Gli azionisti di maggioranza sono il Vaticano, le
banche, le massonerie, le cosche (sempre la stessa cosa, beninteso). Gli
azionisti di minoranza siamo tutti noi, quei 60 milioni di individui
impoveriti, ricattati, malmenati, avvelenati ed oppressi.
25/05/18
Intervista sulle Scie Chimiche
Le
scie chimiche sono una spaventosa realtà. Questa continua aratura e semina
pervertita dei cieli sta imprimendo il suo impatto a tutta la
biosfera terrestre. Tutto è stato contaminato, tutto sarà plasmato.
Possiamo solo immaginare come sarà il pianeta al termine di questa impressionante
operazione funesta. Gli obiettivi finali di questo enorme sforzo bellico contro
madre natura sono, a mio parere, ben riassunti dai contenuti di questa ipnosi conoscitiva condotta da Lucio Carsi.
La
vita sintetica potrebbe addirittura assomigliare a quella organica. Lo
scivolamento dalla natura alla robotica potrebbe avvenire così lentamente da
non dare nemmeno troppo nell’occhio. Comunque sia, quando la fusione
naturale/artificiale sarà completata non ci saremo più noi ma una nuova razza
di cyborg manipolabili e decerebrati. Non tutto è perduto però. Il corso degli
eventi non è segnato.
La
guerra multilivello contro l’umanità è giunta al suo culmine ma il fatto che
avvenga in clandestinità dovrebbe farci meditare su di un nostro ruolo
possibile se acquisissimo un minimo livello di consapevolezza sul tema.
Purtroppo vedo i miei simili anche ambientalisti - nella migliore delle ipotesi
- perduti tra cocktail ed incontri fighetti, raccolta fondi ed iscrizioni al
WWF: tempo perso, energie sprecate. La macchina della distrazione e della bassa
seduzione è efficace come non mai. Il narcisismo ha preso il posto dell’attivismo.
Non è
questo il caso dell’accalorata ed interessante intervista ad Enrico Gianini, di cui
caldeggio la visione. Non tutti gli uomini sono uguali e sul tema scie chimiche
un giorno l’umanità superstite saprà riconoscere chi ha combattuto, chi ha
deriso e chi ha addirittura collaborato, sempre che si tratti di esseri umani,
beninteso.
Riporto l’introduzione al video: intervista ad Enrico Gianini,
l'operatore Aeroportuale di Malpensa che alza il velo e denuncia l'operazione SCIE
CHIMICHE. Un'accusa unica e, potete immaginare quanto, coraggiosa da parte di
un addetto ai lavori contro la Geoingegneria clandestina. L'attenzione dei
Servizi Segreti è altissima per nascondere il crimine più massiccio che la
storia umana ancora si rifiuta di testimoniare. Il mondo è governato da ombre
ma, fortunatamente, illuminato qua e là da esseri che brillano di una luce
particolare. Costoro andiamo cercando, costoro vi proponiamo. A te decidere se
affacciarti alla luce o all'ombra.
23/05/18
Identità Digitale: chi siamo realmente?
Stefano
Castelnuovo - Il
web e lo sviluppo dell’Internet of Things portano ad una pluralità di identità
digitali, ormai fuori dal controllo dell’utente. “Oggi non siamo più chi
diciamo di essere, ma siamo cosa Google dice di noi!”: è questa la “sentenza”
pronunciata da Stefano Rodotà, intervenuto al convegno “Identità
ed eredità digitale” organizzato dall’Università Bocconi di Milano. Il
famoso giurista, politico e accademico italiano ha infatti sottolineato come la
questione dell’identità sia oggi una tematica di grande attualità sia da un
punto di vista legale che per quanto riguarda la privacy. “Il
confine tra identità reale e digitale è diventato molto labile poiché ormai la
frontiera tra fisicità e digitalità è stata troppe volte superata. – ha
spiegato Rodotà – E’ errato pertanto rimanere prigionieri di queste
distinzioni: con l’avvento dell’internet 2.0 l’identità è unica.”
Un
concetto di per sé molto semplice quello esposto dal giurista, ma che nella
pratica non lo è per niente. Questo perché un’identità che è sempre più digital
porta con sé diverse problematiche, questioni ormai sulla bocca di tutti e in
alcuni casi passate pure per le aule dei tribunali. L’esempio più lampante è
quello del “diritto
all’oblio” discusso dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea: i
cittadini europei hanno il diritto di chiedere ai motori di ricerca di
eliminare dalle loro pagine i link a risultati “inadeguati, irrilevanti o non
più rilevanti, o eccessivi in relazione agli scopi per cui sono stati
pubblicati”. Questo significa la possibilità di far scomparire frammenti di sé
da internet, eliminare parti della propria identità digitale a favore della
privacy. L’essere quindi “quello che Google dice che noi siamo” non è poi così
scontato. L’identità digitale risulta pertanto parziale, ma soprattutto sempre
più frammentata: il suo controllo non esiste più.
“Oggi
con l’avvento dei Big
Data, le società sono in grado di prelevare, conservare e analizzare
numerose informazioni che riguardano il nostro comportamento su internet e non
solo. – ha spiegato Rodotà – Ognuna di queste organizzazioni possiede una
diversa parte di noi, una nostra possibile identità che varia a seconda di chi
e cosa abbiano raccolto. Le identità online risultano quindi potenzialmente
infinite e alcune non sappiamo neppure di averle: controllarle tutte appare
molto difficile, se non impossibile”.
E in
futuro? La questione sarà ancora più complessa. Questo perché siamo soltanto
all’inizio dell’avvento dell’Internet
of Things: secondo IDC entro il 2020 saranno connessi ad Internet oltre 30
miliardi di dispositivi in tutto il mondo. Tutto ciò significa altri dati su di
noi, come se quelli già a disposizione non bastassero. Il rischio è quello di
“essere conosciuti” meglio dai computer piuttosto che da noi stessi.
Un’affermazione che però non riguarda soltanto il presente - chi siamo oggi -
ma anche riferibile a chi saremo nei prossimi anni: gli strumenti di business
intelligence infatti, sulla base delle informazioni ottenute nel corso del
tempo, possono effettuare previsioni statistiche su quali saranno i nostri
comportamenti in futuro. Un marchio, quello che ci verrà applicato, che ci
accompagnerà e che sarà difficile da perdere, un po’ come avviene nella vita
reale.
Ricapitolando:
essere chi diciamo di essere non è sufficiente, e lo stesso vale per quello che
Google dice noi. Combinare le due cose appare l’unica via possibile, anche se
non sempre si tratta di una soluzione esaustiva. Ritorna pertanto la questione
iniziale: chi siamo veramente? Lo scopriremo mai? Una questione complessa che,
non a caso, costituisce una delle domande che i filosofi continuano a
domandarsi da millenni.
21/05/18
Scusate se insisto, ma ...
Scusate
se insisto ma caldeggio la visione di questo spezzone di ipnosi conoscitiva
sulle scie chimiche. La durata è limitata a 20 minuti circa. Ciò che ne viene fuori è un’estrema sintesi ma rispecchia
i timori più fondati dei maggiori esperti in merito. Le motivazioni energetiche
ed eteriche delle tante operazioni di manipolazione della biosfera terrestre
sono essenziali per darsene una ragione. Se non realizziamo la presenza della nostra
sfera energetica, dei tanti tentativi di predazione da parte di entità ferine,
dell’unicità del genere umano in un contesto vasto, rischiamo di perdere di
vista gli obiettivi finali del contendere, soffermandoci invece su particolari
di poco conto. Il quadro d’insieme è coerente, si intreccia alla manipolazione
di tutta la vita organica ed alle intrusioni elettroniche e robotiche sempre
più pervasive ed ormai occultate ai nostri limitati sensi. Fatemi sapere cosa ne pensate.
18/05/18
Arte e le infinite possibilità dell'Immaginazione
Jon Rappoport - "Molte persone hanno paura dell'arte. Perché? Perché l'arte
dice che la realtà non è finita. Questa realtà - quella che tutti conosciamo -
non è l'unica. Un numero infinito di realtà può essere immaginato e inventato."
- "Le persone che dicono di non avere immaginazione stanno immaginando di
non avere immaginazione." - "Gli atomi del corpo e gli atomi
dell'universo aspettano che l'immaginazione doni loro più vita".
"Gli artisti dicono: 'Non importa in quale Super-Realtà credi, non importa quale cosmologia accetti, l'immaginazione può andare più lontano. Non esiste una mappa finale'." - "Gli artisti dicono: 'Il tuo futuro è molto aperto. Puoi inventarlo. Oppure puoi permettere a qualcun altro di inventarlo per te". - "Gli artisti forniscono risposte a domande che non sono state ancora poste. Questo disturba le persone che vogliono passare la vita a risolvere problemi pre-impostati."
"Il
Labirinto è dove si trova la maggior parte delle persone. Vivono le loro vite
camminando attraverso sentieri che si aggirano intorno a luoghi che hanno già
visitato. Provano, ripetutamente, un numero relativamente piccolo di emozioni.
Pensano di aver bisogno di una mappa per fuggire. Ma una mappa è ciò che li ha
portati nel Labirinto, in primo luogo. Una mappa è un sistema. Per lasciare il
labirinto, hanno bisogno di qualcosa che va oltre i sistemi. "
"L'immaginazione è più di uno strumento. Colora tutta la coscienza. Capisce che ciò che già esiste è solo una via d'uscita verso il futuro e che il futuro è aperto, senza limiti. Qualcuno potrebbe aver già inventato il futuro per tutti gli altri, ma può essere deragliato, può essere soppiantato."
"Pittori come Kandinsky, Klee, Matisse e Redon hanno capito che quello che stavano inventando era reale almeno quanto quello che la gente considerava essere la realtà. I pittori lo hanno capito, ma non ne hanno parlato. Non hanno espresso le loro intuizioni in termini così audaci. Si resero conto che li avrebbe esposti al ridicolo. Da chi? C'è un gruppo sul pianeta Terra che funziona come Guardiano della Realtà; e poi c'è un gruppo molto più grande, i maleducati dei Guardiani. Questi due gruppi comprano e vendono la Realtà Ordinaria. "
"Una persona ha un problema. Cosa succede quando ha provato tutte le soluzioni familiari e non funzionano? Deve immaginare una nuova soluzione e metterla in atto. Cosa succede se dice che non ha immaginazione?" - "Smetti di pensare a te stesso come un essere umano ordinario che ha problemi ordinari che devono essere risolti. Questo è quello che ti ha pregiudicato in primo luogo."
17/05/18
L'Architetto, le Scie Chimiche e il SuperComputer
Di seguito, un'interessantissima ipnosi conoscitiva sulla consistenza fisica, sui mandanti e sugli scopi delle scie chimiche condotta dall'ottimo Lucio Carsi. Queste ricerche diventano sempre più acute e dettagliate, in grado di fornirci spunti di riflessione importanti e ponderosi. Si ottengono purtroppo nette conferme alle ipotesi dei ricercatori indipendenti più seri e preparati sulla prossima robotizzazione della biosfera terrestre. Ma guardiamoci attorno: tutto procede in questa direzione. Il progetto agghiacciante di apporre un'interfaccia rtobotica a tutte le forme di vita organica (noi esseri umani ben compresi ovviamente) sarebbe quindi a buon punto.
Molti sono i kapò (dis)umani che prestano la loro solerte opera all'oscuro progetto, moltissimi sono i nostri simili sedotti da questa entropica prospettiva. L'elettronica applicata è seducente per i più, dona sicurezza ed un certa qual vaga idea di immortalità. Si tratta invece solo di una forma totalitaria di predazione di schiavi annichiliti e consenzienti, di esseri invero potenzialmente liberi. Quando la macchina avrà infatti preso il controllo definitivo, non ci saranno più spontaneità, emozione, creatività, immaginazione. Buona visione.
14/05/18
Il Sacrificio del Principe MORo
Il
coinvolgimento di alcuni settori delle istituzioni nel rapimento ed omicidio di
Aldo Moro si rende sempre più evidente dalle analisi e dalle ricostruzioni giudiziali di quei
tragici giorni. Riporto pertanto un articolo del 2014 che può aiutare a far
luce sui reali moventi di quel gesto, sulla cupola esoterica che dirigeva le
azioni e in generale sulle motivazioni occulte dei cosiddetti ‘eventi storici’
che i media di regime sottopongono quotidianamente alla nostra dis-attenzione.
Si è trattato di un sacrificio augurale e di una secolare vendetta trasversale?
L’articolo:
Giunge
ora la notizia che due
membri dei servizi segreti si siano adoperati in Via Mario Fani, a favore
delle BR, il giorno del cruento rapimento del Presidente Aldo Moro. Sembrerebbe
dunque che lo Stato italiano, o parti di esso, abbiano quantomeno assistito
all’opera nefasta delle Brigate Rosse contro uno dei massimi esponenti delle
istituzioni! Qual'è la verità?
La
verità in proposito, ce l’ha suggerita l’Avv. Paolo Franceschetti nel corso
dei suoi originali interventi radiofonici, reperibili nel suo blog personale.
Qui di seguito proverò a riassumerli in estrema sintesi. Qual è quindi il
motivo per cui Aldo Moro è stato rapito e poi ucciso secondo Franceschetti?
Cominciamo
dai luoghi: Mario Fani
(la Via a lui dedicata che fu il teatro dell'eccidio degli agenti
della scorta) era originario di Viterbo (città la cui patrona è Santa Rosa) e fondatore
del Circolo di Santa Rosa. Michelangelo Caetani era un pre-europeista
nonché noto dantista (la Divina Commedia è il ‘testo base’ dell’ordine
esoterico della Rosa
Rossa). Nella Via Caetani inoltre (luogo in cui fu ritrovato il corpo dell'on. Moro nel bagagliaio di una Renault Rossa) sono presenti delle antiche targhe di
travertino, affogate nell’intonaco, con la dicitura ‘Accademia di Santa
Rosa’. Caetani inoltre era la casata del papa eretico Bonifacio VIII, sul
trono pontificio al tempo di Filippo il Bello e del processo e strage dei
cavalieri templari. Che cosa c’entrano i templari? C’entrano perché il
rapimento di MORO avviene a 666 anni dal giudizio ed esecuzione di Jacques da Molay,
l’ultimo comandante dei templari. I templari inoltre, con la loro attività
finanziaria, avevano avviato secoli orsono una sorta di unità economica europea
di fatto, presenti com’erano in tutta Europa e nel vicino oriente. Luogo
dell’eccidio è stato dunque ROMa ed a venire processato ed ucciso è stato il
Principe temporale della Chiesa Cattolica romana, il democristiano Aldo MORo.
MORo,
MORetti, MORucci … già le assonanze sono parecchie, ne possiamo rilevare una
però particolarmente significativa: quella del Principe MOR. Ne LA CITTA’ DEL
SOLE di Tommaso
Campanella, il Principe MOR è uno dei personaggi che detiene il potere
temporale in quel costrutto utopistico che è la Città del Sole, preludio
ideale, assieme a L'UTOPIA di Tommaso MORO, alla 'NUOVA
ATLANTIDE' di Bacone ed alla ‘Repubblica’ di Platone, di quella costruzione
faraonica e di chiara origine esoterica che è la COMUNITA’ EUROPEA.
Ricordiamo infine la famosa fotografia in prigionia dell’On. Moro che stringe
in mano il quotidiano ‘La Repubblica’, ovviamente. Per ultimo, anche Tommaso MORO
viene processato e giustiziato, dopo 55 giorni di prigionia, dopo aver scritto 9
lettere alla figlia. Ricordate le celebri lettere dell’On. MORO dalla sua prigionia durata 55 giorni? Coincidenze? Impossibile.
Per
concludere, secondo questa ricostruzione, occorrerebbe quindi inquadrare
il rapimento e l’esecuzione dell’On. Moro come un sacrificio propiziatorio per
la nascita della futura e nefasta Comunità Europea ed inoltre come atto
di vendetta postumo per il processo e l’eccidio dei templari e del loro leader
Jacques da Molay. La Chiesa di Roma scomunica e condanna i templari? 666 anni
dopo a Roma, i templari condannano il rappresentante del potere temporale di
quella stessa istituzione, Aldo Moro, propiziandosi inoltre la continuazione
dell'allora nascente programma di unificazione economica europea di antica
origine templare.
Ulteriori
particolari possono essere recuperati dalle importanti trasmissioni radiofoniche
di Paolo Franceschetti.
Debbo solo aggiungere di aver personalmente verificato sul posto le rivelazioni
dell’Avvocato trovandole assolutamente corrette e pertinenti. L’allusione
continua alla Rosa Rossa è, secondo Franceschetti, la firma
dell’organizzazione esoterica rosacrociana che impone da sempre i suoi diktat al nostro
paese e che si trova coinvolta in tutti i
momenti salienti della nostra recente e tormentata storia patria.
28/04/18
Sulla Guerra Occulta - prosieguo
"Il
mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fa
produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro
esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che
giammai saprà ciò che in realtà è accaduto". (Nicholas Murray Butler)
fragmenta
- Viviamo nel tempo di un’eminente/imminente profezia, confusa al profondo
‘sonno verticale’ in cui è sprofondato l’uomo della presente età, letteralmente
in balia delle forze dissolutive. L’uomo moderno è sospinto a forza multipla
nelle regioni inferiori dello spirito, dimostrando di aggirarsi smarrito nelle
sue stesse caligini, in cui sembra perennemente oscillare tra il letargo e
l’allarme.
E’
nell’attuale deterioramento cognitivo che dovrà esaurirsi l’interezza del
presente Ciclo. Qui ed ora, ad ogni singolo istante, l’invisibilità del nostro
nucleo emozionale riveste l’insieme di quei significati, propriamente
spirituali, che sono di preludio al ‘momento’ fatidico della decisione ultima dell’animo,
della sua specifica facoltà determinativa riguardante gli esiti della sua lotta
cosmica, che dimostra di culminare proprio di questi tempi, definiti appunto
come ‘ultimi’ e dove, insospettabilmente, confluisce il significato
(propriamente metastorico) di un intero ciclo di civiltà; la cui stima
residuale converge nell’interiorità di ogni coscienza vigile.
Oggi,
l’esigenza preminente dell’individuo dovrebbe consistere nella sua facoltà di
pervenire a quelle ragioni (meno evidenti) che ne causano il declassamento
vitale, diminuito a mero dato di statistica. Ciò conferisce all’esistenza un
valore assolutamente marginale, un’equivalenza standardizzata –
consumatore/cavia – che,
dall’istituzione degli stati moderni in poi, proditoriamente salda la persona
alla sua nuova identità giuridica fittizia, appositamente congegnata per
separarla irrimediabilmente dal suo autentico valore identitario.
Ormai,
non si tratterebbe di credere o non credere alle più disparate teorie
cosiddette ‘complottiste’, quanto, invece, di comprendere cosa accade dietro
l’evidenza manifesta di questo nuovo riassetto sociale estremamente artefatto. Peraltro,
il termine stesso ‘complottismo’ è una ‘definizione surrogato’ che le forze del
sovvertimento mondiale hanno escogitato per delegittimare indagini non
allineate alla versione ufficiale e, peraltro, possono agevolmente contraffarne
le stesse tesi mediante apposite falsificazioni. Ciò fa parte di quel processo
di contraffazione e ‘normalizzazione’ (svalutazione) di tutti quei significati
reconditi, che da sempre si coniugano all’esercizio del potere e che
attualmente sono riversati in massima parte nelle tecniche della ‘strategia di
distrazione di massa’.
Le
diverse teorie ‘complottiste’, alla fine, vengono metabolizzate dal sistema,
che attrae nelle sue dinamiche le stime di critiche pienamente legittime al
potere costituito, non prima d’averne snaturato le motivazioni originarie in
occasioni di pretesti commerciali 'alternativi', divulgandone le
argomentazioni sotto una luce completamente falsata, le cui ragioni solo in
apparenza sembrano fondate ma che in realtà contengono un sostanziale
principio di inautenticità, (per esempio nell'estrema semplificazione della
complessa realtà dei fatti sociali e spirituali) che elimina ogni stima di
credibilità dalle argomentazioni avanzate.
Le
ragioni profonde della critica al potere, in ogni caso, sono destinate ad
apparire sempre più distanti dalla sensibilità generale, questo perché la
circostanza che rende coesa l’odierna società di massa non è nemmeno più
istituita sul perseguimento di un comune interesse, fosse questo anche riferito
ad un solo obiettivo materiale, quanto, piuttosto, il suo agglomeramento è
unicamente garantito da una smisurata forma di assuefazione mimetizzata che, qualunque sia il grado di benessere
materiale ottenuto, rende gli individui succubi di consuetudini sostanzialmente
impoverenti.
Le
facoltà cognitive dell’uomo medio sono già pesantemente compromesse da decenni
di accorte manipolazioni massmediatiche, la cui opera di condizionamento
subliminale, nondimeno, è rafforzata da invincibili ‘sigilli’ semantici di
comprovata potenza suggestiva e costituiti da parole quali: ‘crescita’,
‘ripresa’ ‘avanzamento’, ‘progresso’, ‘emancipazione’. Ugualmente, nel campo
della demagogia mistica, vocaboli come ‘perdono’ ‘misericordia divina’, ‘stato
di grazia’, costituiscono i segnali di attivazione di una suggestione deviante,
che propaga la pseudo morale di cui da sempre si avvalgono le forze della
dissoluzione, il cui reale obiettivo prevede l’annientamento dell’ingenita
saldezza etica dell’uomo.
La
dottrina fasulla di cui si avvalgono a differenti livelli, in definitiva, dovrà
sempre insistere sull’idea melensa e indegnamente consolatoria del ‘perdono
divino’ e della ‘misericordia celeste’. Convincimenti davvero infidi e solo
apparentemente positivi, che nascondono sotto il manto della cosiddetta
‘provvidenza’ un’equivoca circostanza d’incondizionata sottomissione psichica,
nonché, di paura superstiziosa che accelera il processo di caduta della
coscienza; in tal modo continuamente raggirata da false lusinghe di salvezza. Le
forze ‘sotterranee’ che presiedono al sovvertimento mondiale, sanno
perfettamente quanto sia fondamentale annientare l’autentico elemento
sovrannaturale nella natura umana, poiché l’unica aspirazione che intendono
realizzare riguarda l’atavico desiderio d’incondizionato assoggettamento
dell’animo.
L’articolo
prosegue QUI
21/04/18
Survivalism o Neomonachesimo?
Un
nuovo monachesimo è alle porte? Pensiamo ai grandi e medi sistemi urbani,
riflettiamo sulla loro fragilità intrinseca, sulla loro complessità ed
interconnessione. Ogni sistema è collegato e funzionale ad un altro in una
catena che vede a monte di tutto l’energia elettrica. Ogni parte del tutto però
possiede una sua fragilità, pensiamo al traffico di una media metropoli. Per
bloccare la circolazione bastano una manciata di incidenti od auto ferme in
posti strategici ed il sistema si ferma, basito. Ogni congerie di sistemi complessi
e correlati quindi è estremamente vulnerabile. Le città moderne sono proprio
uno di questi esempi.
Durante
il celebre black-out del 2003 abbiamo assistito a cosa significhi un’interruzione
generalizzata dell’energia elettrica su scala nazionale. La vita civile ha
retto solo perché si è trattato di una sospensione di poche ore e perché
avvenne tutto nelle ore notturne e di domenica.
L’urbanizzazione
è continuata nei decenni appena trascorsi e troppe cose sono state date per
scontate. L’automatizzazione di molte funzioni meccaniche ad esempio ha
comportato una loro dipendenza dall’energia elettrica: abitazioni raggiungibili
solo con ascensori, scale mobili, aperture comandate, sistemi di sicurezza … . Dato
che importiamo una buona percentuale di energia dall’estero, cosa accadrebbe se
questa fornitura si interrompesse per motivi tecnici o politici? Un altro black-out
duraturo? Possiamo solo immaginarne le conseguenze.
Oggi è
possibile condurre vite sperimentali ed appaganti al di fuori dei centri
urbani. E’ possibile costruire alloggi e rimesse con materiali naturali in
autocostruzione a prezzi molto bassi, è possibile avviare una serie di
coltivazioni a bassa manutenzione e gestire molte lavorazioni in proprio. E’
semplice inoltre provvedere alla conservazione tradizionale del cibo ed al
riscaldamento naturale degli alloggi. Con semplici provvedimenti è possibile
avvicinarsi ad un consumo quasi nullo con l’obiettivo del distacco totale dalle
reti. Tutto ciò è alla portata di molti grazie a poche semplici tecnologie
ormai ben sperimentate.
Ciò
che manca forse è la mentalità. Immagino un gruppo affiatato di ragazzi che
imposta la sua vita sociale in modo creativo ed indipendente. Possiamo anche
immaginare un insieme di persone legate da interessi comuni, allestire un
organismo abitativo finalizzato allo studio ed alla ricerca oppure
semplicemente una serie di nuclei familiari in armonia e condivisione. Una
forma di monachesimo elettiva, attiva, creativa. Ricordiamoci che le abbazie
medievali altro non erano che centri avanzatissimi di ricerca applicata e studi
teorici con un’organizzazione sociale interna molto avanzata. Togliamoci dalla
testa lo stereotipo del minimalismo punitivo che è giunto sino a noi.
Chissà
che non sia il momento in Italia di colonizzare parti meravigliose del nostro
territorio in questo modo? Sappiamo bene come la biosfera sia contaminata in
modo irreversibile, eppure i fiori, continuano a sbocciare.
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