16/12/19

La Mappa e il Territorio



La mappa non è il territorio. Questa frase potrebbe riassumere in se gran parte del pensiero filosofico e scientifico del secolo appena trascorso, concentratosi prepotenetemente sul rapporto tra osservatore e osservato. Questo è essenzialmente il motivo per cui occorre mantenere vivo il dibattito sulla forma della Terra. Sappiamo ancora poco sul rapporto esistente tra i nostri sensi e la materia che ci circonda. Ne sappiamo poco a livello psicologico e ne sappiamo pochissimo a livello scientifico sperimentale. Il modello eliocentrico si appende, per giustificare se stesso, all'esistenza della cosiddetta materia oscura, una parte essenziale del cosmo, senza la quale non funzionerebbe nulla dal punto di vista della nostra limitata scienza umana. Stiamo parlando di un elemento che coprirebbe circa il 90% del tutto!

Inoltre, la propensione occidentale sulla prevalenza dei sensi su altri tipi di esplorazione ragionata, ci induce a riflettere ulteriormente sulla reale portata della teoria della Terra piana. Il motivo per cui occorre prestare attenzione a questa teoria non è tanto quindi la sua corrispondenza o meno con la realtà ma tutto il ragionamento sulla metodologia che si porta appresso e la relazione stretta che esiste tra la mappa e il territorio, rapporto che ha una influenza determinante sul sistema di credenze su cui poggia il potere costituito e la percezione dei nostri gradi di libertà all'interno di questo.

Stiamo vivacchiando in un sistema che poggia la sua giustificazione d'essere sulle teorie scientifiche fine-ottocentesche. Quel determinismo che guida i pensieri e le azioni di chi comanda. Mettere in forse la sua validità significa togliere le fondamenta al sistema attuale di controllo. E' già successo con il potere assoluto della Chiesa di Roma. Quando l'evoluzionismo e il pensiero scientifico hanno preso piede il sistema di credenze della Chiesa è crollato. Oggi i sistemi si basano sullo scientismo, già profondamente inficiato dalla vera scienza contemporanea. Minando lo scientismo fine-ottocentesco, possiamo togliere definitivamente senso e credibilità al sistema di potere e controllo attuale, quell'ipnosi di massa che prende il nome di civiltà.

La portata rivoluzionaria della teoria della Terra piana è quindi un dominio da tenere comunque in piedi, indipendentemente dalla sua adesione al territorio. Ciò premesso va comunque ricordato come il sistema eliocentrico faccia parecchia acqua sotto molti aspetti. La percezione della curvatura terrestre ad esempio non c'è. E' inutile arrovellarsi, essa non è percepibile. Si torni quindi a riflettere sul rapporto mappa/territorio con lieto stato d'animo, considerando sempre che pensare è vivere e che la libertà di pensiero è l'unica forma di libertà che non potrà mai essere minacciata dall'esterno ma solo da noi stessi.

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