31/10/15

Opportunità


 
Questa crisi finanziaria indotta dal capitale occulto per mantenere l’umanità in una situazione prona e disperata, offre un’opportunità unica.

Aumentano infatti le persone (soprattutto giovani) che non solo non hanno un lavoro ma che non lo ricercano neppure. Queste persone, in maggioranza, non sono neanche inserite in un programma di educazione o formazione. Questa realtà è ovviamente descritta come problematica e nefasta dai media di regime e dai solerti quanto proni istituti di analisi sociale e politica.

Tale situazione nasconde invece, a mio parere, una grande opportunità. Restare al di fuori di un sistema deleterio e corrotto comporta alcuni svantaggi immediati ma apporta anche alcune occasioni esistenziali che non si dovrebbe lasciarsi sfuggire. Innanzitutto, l’assenza di orari imposti, ruoli imposti e la fuoriuscita dalla piramide gerarchica, permette una chiarezza e serenità di giudizio notevole. Occorre approfittare di questa libertà per approfondire la conoscenza di noi stessi e di ciò che nessun ‘istituto educativo’ ci dirà mai.

L’assenza di costrizioni sociali indotte permette di riappropriarsi di una dimensione espressiva feconda e personale. Ci hanno lasciato credere che per provare emozioni intense occorresse prenotare un volo lastminute per le Bahamas oppure seguire un corso per chef od organizzare una festa di addio al celibato con alcune pornostar … non è vero, sono solo desideri indotti che non ci appartengono.
 
 
Ci hanno lasciato credere che una vita non possa essere vissuta se non si possiede una casa, un cane, una vettura, un conto in banca, un codice fiscale, un ricovero ospedaliero per un bel check-up … non è così. Si tratta di format esistenziali occidentali superati e deleteri.

Come vivere altrimenti? Innanzitutto occorre riconoscere e conoscere la nuova condizione in cui ci si trova. In seconda battuta, lo scambio di informazioni con i propri simili ‘risvegliati’ potrebbe portare ad immaginare soluzioni intelligenti ed appaganti. L’essere al di fuori della piramide indotta permette di godere di alcune libertà che i ‘piramidati’ non possiedono. Occorre riconoscerle e farne buon uso.
 
 
La situazione esistenziale ‘off-grid’ è un’opportunità unica. Quando vedo cartelli di ‘esodati’ che chiedono il lavoro con lo slogan ‘ridateci la nostra dignità’, a cosa si riferiscono? La dignità dell’essere umano è una condizione imprescindibile che lo accompagna sin dalla nascita! In Italy poi le posizioni che elargiscono beni materiali in eccesso sono quasi sempre frutto di raggiri, sopraffazioni, furti esistenziali, compromessi che hanno un 'costo animico’ altissimo e quasi sempre irreparabile ed inestinguibile.

Sono patti scellerati tra le sovrastrutture che impongono le proprie volontà ai sistemi, i sistemi stessi e gli (ex) individui che vengono ricompensati in base all’esborso energetico eterico alla base della loro contrattazione. Maggiore è l'esborso, maggiore il compenso. Non è possibile ovviamente esimere se stessi dalla guerra in corso contro l'essere umano (biochimica, genetica e psicologica) però è possibile immaginare uno stile di vita diverso, più libero, più creativo e più positivo.

Essere svincolati da contratti è un’opportunità unica. Dobbiamo solo imparare a coglierla nella sua pienezza.
 

8 commenti:

  1. Concordo,anche l'eta' non conta.Mi sono licenziato da un lavoro ben pagato fra la sorpresa generale nel 1999 a 43 anni.Sono stato complice del sistema per 22 anni e rimpiango di non aver smesso prima.Certamente è da mettere in conto la disapprovazione in primis della famiglia ma la propria liberta' non ha prezzo.

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    1. Sono senz'altro scelte complesse e personali, non esistono ricette valide per tutti. Forse occorre solo chiudere un attimo gli occhi, spegnere lo smart-phone ed immaginarsi altrove ... grazie per il commento. Ciao

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  2. Non riuscirei. Ho troppi bisogni indotti, pur essendo solo pane, verdure, vino, amore e figli. E se non riesco io, non immagino le pecore schiave di 850 altri pseudo bisogni. Cio e grazie per i tuoi sempre meravigliosi spunti

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    1. Condivido i tuoi bisogni e non credo che vivere off-grid comporti la loro rinuncia, tutt'altro! Forse ognuno di noi ha un suo proprio status ideale da raggiungere, soffocato da mille inutili maschere sociali. Rinunciare alle maschere non vuol dire rinunciare alle meravigliose 'cose' che elenchi ed anzi, al contrario, la possibilità di viverle con un'intensità maggiore. Ciao e grazie Pantos

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    2. Sí ma la pagnotta come arriva a casa? Un tempo eravamo liberi agricoltori, la rivoluzione industriale e l'urbanizzazione ci hanno schiavizzato, di fatto.. Sí la libertà ha il suo prezzo, ma accettare compromessi non vuol dire scendere a patti col demonio. Scrivo come uno che da sei anni si barcamena senza un posto fisso: qualcosa bisogna fare. A meno che uno non possa vivere di rendita, certo, ma non può essere un modello per tutti. Di fame non si muore, è vero, ma da qualcosa dipendiamo comunque. Alla fine neppure un barbone è libero.. Finchè gli manca qualcosa. No? Ciao

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    3. Sentivo oggi la Marini ricordare come Pasolini si ostinasse a parlare, scrivere e difendere l'uomo contadino controtendenza rispetto al pci che aveva ormai completamente ed acriticamente sposato l'idea perdente marxista dell'uomo schiavo della classe operaia.

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    4. Paso è stato un grande. Oggi lo definirebbero 'complottista'. C'è modo e modo di eliminare il dissenso..

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    5. A volte non cogliamo le soluzioni esistenziali a noi adatte per conformismo o mancanza di immaginazione. Ascoltare se stessi nel profondo dovrebbe aiutare in questo senso. Lavorare 10 ore al giorno in un capannone industriale illuminato a neon, garantisce la pagnotta (sempre più piccola ed incerta in verità) ma distoglie dalle pieghe profonde del nostro essere 'divino' ... che fare? La storia ci insegna che chi si è discostato dall'ovvio contemporaneo aveva ragione, anche se ha dovuto pagare per questo un prezzo elevato. Ciao

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