16/04/16

Chi ha bisogno di Chi?



Yahweh, l’elohim che accudiva alle tribù giudaiche, utilizzava il sapiens per i lavoretti manuali del suo orto botanico transgenico, l’Eden. In cambio dava loro il cibo e le cure mediche necessarie. Al seguito dell’intricatissima vicenda del serpente e del frutto proibito, alla sopraggiunta consapevolezza dell’Adam, l’elohim giardiniere intravvide nel sapiens un pericolo tale da costringerlo a cacciarlo dalle sue mansioni ed a tenerlo lontano con le armi dal luogo di lavoro.


La condanna biblica del sudore della fronte per procacciarsi il cibo e del dolore per il parto era poca cosa di fronte alla libertà creativa che tale abbandono forzoso aveva concesso da quel momento in poi a tutti i sapiens.
Oggi è lo Stato ad avere bisogno dei sapiens oppure è vero il contrario: il Sapiens ha bisogno dello Stato?
In Italia, abbiamo ben compreso come il peggior nemico della creatività e della libertà degli individui sia proprio lo Stato. Lo Stato impone con la forza militare leggi e regolamenti, balzelli e tassazioni, confini fisici ed eterici invalicabili. Impone cure mediche nocive, stili di vita innaturali, gabbie finanziarie indecenti. Nei decenni passati ha mandato al macello milioni di individui per cause belliche balzane e miserande, oggi sfoltisce e controlla la popolazione avvelenando l’aria, l’acqua, il cibo, inondandoci di radioonde. Nulla è cambiato.


Lo Stato senza i suoi sudditi da vessare non è nulla: una scatola vuota

E’ lo Stato ad avere bisogno di noi, non il contrario. Immaginate cosa rimarrebbe della RAI senza i milioni di pecore che la guardano! Un’emittente senza senso, un’arma senza un nemico.
Questa imposizione crudele ed ingiusta è propriamente innaturale, così come lo era il pugno di ferro di Yahweh nei confronti del povero popolo ebraico. C’è poi una evidente vena di sadismo strettamente connaturata alla gestione del potere terreno. Non ve ne eravate accorti? Pedofilia e satanismo (dissoluzione disumana), sono caratteristiche irrinunciabili del potere ed associate ad esso con risvolti sorprendenti da millenni!


Siamo noi il motore del potere. Siamo noi che doniamo anima e sangue al Moloch, da millenni. Forse è giunto il momento di smettere.

4 commenti:

  1. Il termine "stato", a mio parere, è fuorviante. Espone alla (falsa e strumentale) critica secondo cui si vorrebbe l'anarchia, cioè il caos, mentendo due volte: che l'anarchia sia caos e che l'assenza di "questo" stato sia volontà di non-Stato, ovvero assenza di organizzazione sociale e sovrastrutture per la gestione delle relazioni. Si dovrebbe dire che una elite, una minoranza esigua ma assai ben strutturata, da secoli sfrutta l'equivoco e si definisce "stato", usurpando un ruolo che è del Popolo. Un Popolo consapevole e organizzato sarebbe inevitabilmente "anarchico" e lo Stato sarebbe la sovrastruttura utile a gestire le relazioni fra gli individui: non avrebbe alcun potere.

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    1. Le sintesi semantiche sono sempre un rischio ma la dimensione di un post su internet le esige. In Italia però mi sembra calzante definire con un unico calderone quelle miriadi di sovrastrutture/recinti che impediscono la libera espressione del popolo e favoriscono invece quella delle elite sanguinarie. Non a caso ho citato yahweh e la sua genia.
      Temo però di contraddirti asserendo che lo Stato e le sue leggi sono creazioni di quelle elite sanguinarie, occulti e palesi, che da millenni gestiscono l'umanità. Non penso quindi si possano più fare troppi distinguo. Il recinto si stringe. Stiamo scivolando in uno 'stato' ancora più compromesso e restrittivo dell'attuale. Su quale sia infine la forma di convivenza migliore, non mi pronuncio ma le poleis greche forse hanno dato un esempio felice pochi secoli orsono. Ciao e grazie per l'utile commento.

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    2. A me, invece, il termine Stato (maiuscolo ironico) sembra quanto mai adeguato. Ogni Stato è una dittatura, scrive Gramsci ed è aforisma da scrivere in ogni dove da ripetere ad ogni occasione.

      Ciao

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    3. Si, sono d'accordo. Ormai la maschera è caduta ed alle menzogne di regime non crediamo più.

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