15/04/16

Un Segreto del Potere



Immaginiamo, per comodità, la nostra esistenza in un universo cartesiano ed obbediente alle leggi della fisica classica. In questo contesto semplificato, l’essere umano utilizza sistemi simbolici complessi come mezzo di interpretazione e condivisione delle sue esperienze reali. La struttura del suo inconscio utilizza poi gli stessi apparati simbolici per catalogare ed elaborare le medesime esperienze.
I simboli possono essere distinti in archetipici (un po’ come se parlassimo di numeri primi) e composti; le lingue ideogrammatiche donano un’immediata esemplificazione del motivo di questa suddivisione.
Esistono poi numerosi complessi funzionali che inseriscono questa importantissima operazione naturale di traduzione ed introiezione, in sistemi codificati più o meno aperti, con l’obiettivo di permettere un rapido ed efficace mezzo di scambio di queste informazioni: le lingue ed i tanti linguaggi, organizzati o meno che siano.


Probabilmente l’uomo preistorico utilizzava un sistema di gestione simbolica potente e comune a tutti gli esseri umani, una specie di koiné naturale di cui possiamo immaginare la forza espressiva osservando le primissime incredibili pitture parietali che ci sono pervenute.
La comprensione dell’interazione tra questi sistemi complessi interiori e la cosiddetta realtà è l’obiettivo primario delle scienze contemporanee più evolute.

Il Potere terreno, consiste nella comprensione e nella manipolazione di questi sistemi simbolici complessi (la Magia) tramite il controllo e la gestione del substrato simbolico collettivo con il quale gli esseri umani dialogano con la realtà, i propri simili e le pieghe del proprio inconscio.
Il nucleo indissolubile del potere consiste quindi nella gestione e controllo di questi sistemi funzionali. Più tale entità è in grado di raggiungere e manipolare il substrato archetipico collettivo e più è capace di controllare la popolazione umana, agendo sulla percezione della realtà e sulle conseguenti reazioni psichiche e fisiche dell’uomo.


La distruzione ad opera degli dei della Torre di Babele e la dispersione delle genti in nuclei separati, dalla imposta moltitudine di linguaggi, ha dato inizio infatti alle forme di potere attuali. Tutte le forme di potere da Shumer a Babilonia, dall’Egitto sino ai nostri giorni agiscono grazie a questa forma di controllo. Oggi è la gestione dei media a costituire l’oggetto più ambito per la detenzione del potere. Nulla è cambiato da Shumer ad oggi, le forme del potere sono essenzialmente le stesse, così come le genie che le incarnano. La confraternita babilonese impera da sempre gestendo l’immaginario collettivo ed i suoi linguaggi.

Più il substrato simbolico collettivo è stratificato, più la gestione del potere si fa difficile e complessa. Questo, immagino, è il motivo per cui le popolazioni con un passato denso e complesso (come quelle mediterranee per esempio) sono le più difficili da controllare. Al riguardo di queste popolazioni il potere si mostra più feroce e compatto. Ove c’è immaginazione, fantasia, comprensione sottile, capacità creativa, libertà, li insiste lo scarpone d’acciaio della confraternita. Il caso dell’Italia sta li a dimostrarlo.

2 commenti:

  1. Splendido articolo, il finale sarebbe da incorniciare, una osservazione molto profonda, purtroppo pochi ci arrivano.

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