07/06/16

Manipolazione dei Dati Climatici



La manipolazione dei dati climatici continua. I centri scientifici che elaborano le rilevazioni dei centri metereologici e dei satelliti - interpretando gli andamenti delle temperature, delle precipitazioni e dell’estensione dei ghiacci marini dell’Artico - si adoperano in previsioni a volte assai discutibili oppure, peggio, frutto di palese propaganda.

Sull’estensione dei ghiacci artici, in particolare, si gioca una partita centrale nella propaganda a favore o contro la consistenza dei cosiddetti ‘cambi climatici’, definizione che ha preso da pochi anni il posto dell’oramai scomoda (perché inesistente) ‘riscaldamento globale’.


L’estensione del ghiaccio al polo nord segue da sempre un andamento sinusoidale e ciclico nell’arco dell’anno solare, nonché periodico secondo le fasi solari ad intervalli poco più che decennali. Nulla di preoccupante quindi se il ghiaccio nei mesi estivi si assottiglia. Negli ultimi anni si sono riscontrati addirittura dei record di estensione invernale del ghiaccio, alla faccia del riscaldamento globale e del suo falso profeta Al Gore. Altra facezia colossale sono state ad esempio le previsioni sull’innalzamento del livello dei mari, puntualmente sconfessate dai fatti.


Sappiamo ormai bene infatti come il clima planetario sia sotto controllo grazie alle ben note operazioni di geoingegneria clandestina e dei suoi strumenti nefasti, dalle scie chimiche ai sistemi di emissione di radioonde e microonde, terrestri e satellitari. Sappiamo anche come vengono deviate le correnti a getto dell’emisfero boreale, creando zone di siccità (Costa Ovest degli Stati Uniti e Spagna) e zone invece teatri di alluvioni rovinose (Europa continentale e Est degli Stati Uniti).  

Sotto controllo è anche la propaganda accademica sulle previsioni climatiche. Quale sia il vero andamento del clima è pertanto ufficialmente un’incognita. Possiamo solo osservarne la sua perturbazione artificiale. Uno stralcio di un articolo dell’ADN Kronos rende bene l’idea del dibattito accademico sul clima e sui contrasti tra gli ‘esperti’ in materia:

“L'allarme arriva dall'Inghilterra e stavolta sembra che lo scenario sia davvero catastrofico: il ghiaccio del Polo Nord potrebbe sparire entro l'anno, per la prima volta in oltre 100mila anni. (…) il professore Peter Wadhams, capo del dipartimento Polar Ocean Physics Grup all'Università di Cambridge, è tornato a ribadire come quanto aveva predetto quattro anni fa fosse esatto. (…) Il ghiaccio dell'Artico può svanire, riducendosi a un'area di meno di un milione di chilometri quadrati. Questo potrebbe accadere già a settembre di quest'anno. Anche se il ghiaccio non dovesse sparire completamente, è probabile che quest'anno si stabilirà un altro record. (…) Altri scienziati, come il professor Peter Gleick sembrano però più scettici, affermando di "non avere idea" se le previsioni di Wadhams siano corrette o meno. Secondo Gleick, bisogna essere cauti perché, nel caso in cui le affermazioni del collega dovessero risultare inesatte "si creerebbe scetticismo nei confronti dell'intera comunità scientifica". Secondo altri, invece, come Jennifer Francis, professoressa della Rutgers University negli Usa lo scenario catastrofico immaginato dallo scienziato di Cambridge potrebbe essere realistico ma non si verificherà prima del 2030-2050".

Qual è il vero andamento del clima? Forse dovremmo rivolgere la domanda a chi lo controlla da decenni, non trovate?

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