16/11/15

L'Illusione del Divenire / Fuochi d'Artificio


 
Progettare ed eseguire eventi ‘storici’ (quasi sempre luttuosi o criminali) ha la funzione di dare l’illusione di un divenire storico, di una scansione del tempo invero inesistente?

La Storia accademica è una successione di eventi (perlopiù tragici) che si susseguono all’interno di una cronologia serrata che da un punto ‘A’ porta perentoria ad un punto ‘B’, poi 'C' ... e così via. Alcuni studiosi russi, hanno messo in dubbio (motivandone la decisione) la veridicità di tale cronologia comunemente accettata, facendo notare come alcuni schemi temporali venivano ripetuti identici, come moduli assemblati, per dare l’illusione del divenire storico, semplicemente modificandone nomi dei protagonisti e luoghi degli eventi.

Gli scienziati russi (tra cui un astronomo per lo studio delle eclissi solari nella storia) hanno individuato in uno studioso gesuita del ‘500 la prima sistemazione della cronologia storica, che avrebbe poi occupato il posto del paradigma negli studi accademici successivi.

L’intuizione dei russi ha qualche fondamento. Recuperando alcuni secoli ‘rubati’ dalla cronologia scaligera, gli eventi astronomici delle eclissi ‘tornavano’ alla perfezione, dando alla nuova cronologia proposta, un’aura di perfezione ed esattezza.

Per me è impossibile verificare la validità di tali conclusioni, mi sembra però importante sottolineare la parte più interessante di questa originale ricerca: l’intuizione della presenza di una artificiosità pervasiva nella scansione degli eventi.
 
 
Oggi sappiamo come la ‘longa manus’ esista eccome. Si tratta di una regia che si dipana da secoli (se non da sempre) per progettare ed eseguire gli eventi che andranno poi a consolidare l’immagine stereotipa del divenire storico, la cronologia accademica. Perché tale necessità?

Al di là delle motivazioni strategiche di convenienza geopolitica, esistono probabilmente altre motivazioni inderogabili di natura eterica a monte di tale complessa programmazione.

Che gli eventi siano tributi umani a divinità oscure, mi sembra palese, data la loro complessa e stratificata composizione simbolica, forse però essi sono indispensabili per gestire una scansione del tempo tanto artificiale quanto necessaria.

Dare l’illusione dello scorrere del tempo e gestirne il peculiare ritmo potrebbe rivelarsi come una pratica necessaria per coprire una realtà completamente differente ed inattesa. In altre parole: esiste il divenire storico? Scandire il tempo comunemente accettato, è una pratica inderogabile per dare l’illusione di un progresso invero inesistente?
 

Da sempre il potere ha coinciso con la scansione del tempo. Il calendario che utilizziamo oggi ha origini antichissime ma soprattutto religiose. La scansione del tempo è stata sempre indispensabile per la gestione del ‘gregge umano’ sin dai tempi del dio biblico. Il potere preistorico ha eretto poderosi e complessi monumenti litici per controllare lo scorrere astronomico del tempo.

Possiamo forse immaginare una chiave di lettura degli eventi artificiali (ormai tutto ciò che accade lo è) legata alla fornitura di una specie di meccanismo ad orologeria, indispensabile per creare il nostro concetto di tempo che scorre, del fluire cronologico che viviamo ed immaginiamo come reale ed inderogabile, una caratteristica saliente dell’opera demiurgica? La grande (ed oscura) opera per eccellenza? La ricerca di un’eternità artificiale?
 
 

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