02/12/15

La Legge del Law-Oro


 
Il concetto di lavoro moderno non è dissimile da quello più antico.

La divisione dell’umanità in caste differenziate a causa dai ruoli sociali svolti ha origine in Mesopotamia. Prima dall’ora l’uomo rivestiva ruoli differenti a seconda delle contingenze. Se c’erano esigenze di difesa del territorio, diveniva guerriero, in tempo di pace cacciatore oppure pescatore od agricoltore e così via.
 

Da Shumer in avanti, l’umanità si urbanizza e si divide in caste impermeabili, sino ad oggi. Nonostante infatti la propaganda di Stato ipotizzi eguali opportunità per tutti, sappiamo bene come ciò sia, per l’appunto, solo propaganda.
 
 
Il lavoro duro è appannaggio delle caste inferiori, dominate a loro volta da quelle direttive superiori in un crescendo di minor fatica e maggiori agi ricevuti sino ad arrivare ai vertici in cui la libertà di movimento, il disimpegno e gli agi ricevuti raggiungono i più alti livelli. Ciò nonostante la retribuzione è sempre adeguata a ciò che viene privato all'individuo a livello interiore, animico direi. Più la retribuzione è alta e maggiore è l'esborso eterico.
 

Ad oggi nulla è cambiato. Nonostante le strombazzate dichiarazioni sui diritti dell’uomo e le grandi rivoluzioni sociali, osserviamo la stessa identica feroce dinamica, stigmatizzata addirittura dall’indecente primo articolo della Costituzione italiana.

Facendo un po’ di conti è chiaro come in Italia non dovrebbe esistere lo spauracchio della povertà per chi non lavora. Lavorare significa innanzitutto essere controllati ed identificati e questo è il motivo per cui nelle dittature non esiste disoccupazione: tutti hanno un nome, un numero di previdenza, un lavoro, un indirizzo fisso … tutti tranne i veri potenti ovviamente.

Nell’800 la condizione del rentatario era considerata normale per il borghese. E’ a partire dalle disumane dittature comu/nazifasciste del’900 che il lavoro diviene obbligatorio. Un bel progresso, non c’è che dire.
 

Oggi, sedotti e dilaniati dai mille lacciuoli della Burokràtzia, dobbiamo tentare di rispondere colpo a colpo agli strali di un sistema che noi stessi alimentiamo con la nostra opera quotidiana di servi. Si perché il ‘prestare lavoro’ è una forma moderna ed edulcorata di schiavitù. Il potente che si è arrogato (non si sa come) diritti su di una porzione di territorio impone le sue regole ed il nullatenete (non si sa come) soccombe ed obbedisce. Nel mezzo i solerti Kapò del controllo, polizie e burocrazie unite nel tenere serrate le maglie dello sfruttamento totalizzante del lavoro. Il Law-Oro, la legge dell’Oro. Sedotti dalle misere lusinghe di una modernità inesistente.
 

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