30/01/17

La Patente

All’Università arriva l'identità alias per transessuali e trans gender. La introduce l'Università di Udine per agevolare il percorso agli studenti che stanno affrontando il difficile cammino del cambiamento di genere – tratto da: RedazioneTiscali

Gli studenti che dopo aver effettuato la riassegnazione chirurgica del sesso sono in attesa dell'autorizzazione del giudice alla modificazione dei propri atti anagrafici, possono rivolgere una richiesta al Rettore di attribuzione di un'identità provvisoria, allegando idonea documentazione che attesti l'iter intrapreso in relazione al cambiamento di genere. Nuova identità riprodotta in una smart card - Gli studenti potranno in questo modo iscriversi agli appelli d'esame con l'identità risultante dalla nuova tessera identificativa.
  
ndr - E’ evidente come gli esseri umani abbiano smodato bisogno del riconoscimento formale altrui per sentirsi vivi, individui, persone. La ‘riassegnazione chirurgica’ del sesso, immagino, sia la meta di un percorso impervio e doloroso. Che un’accademia provveda ad alleviarne gli effetti collaterali quindi dovrebbe apparire come una buona notizia. Eppure però questa notizia lascia dietro di se un velo di inquietudine ed amarezza.

E’ la stessa sensazione che lasciano le richieste di inserire un terzo gabinetto per i trans gender, oppure i programmi di educazione omosessuale nelle scuole pubbliche (antidiscriminazione omofoba), o le richieste di celebrare nozze gay di stato.

Occorre evidentemente la patente per sentirsi realizzati nelle proprie aspirazioni. Resta da chiedersi se il riconoscimento sessuale collettivo sia da considerarsi un’aspirazione verso l'acquisizione di diritti negati oppure il desiderio inespresso di una sorta di marchiatura identitaria sociale. Essere individuati e definiti come portatori di quella specifica pulsione sessuale è avvilente. La sessualità è una girandola emozionante e cangiante, perché esiste questo desiderio di imbrigliarla in recinti precostituiti da un sistema che non ci appartiene?

Un’accademia che coadiuva la riassegnazione sessuale mi sembra davvero un paradosso. L’esigenza di ottenere un titolo, un nome, un riconoscimento collettivo, tutto ciò, molto pirandelliano, mi sembra legato ad un sistema fallato alla radice.

Conosco persone che se hanno smarrito la carta d’identità si sentono perdute. Persone che appendono il loro diploma di laurea incorniciato in bella vista per godere degli influssi sociali che tale foglietto apporta.

Questa smania araldica del titolo, del marchio, del nome, del simbolo dovrebbe interessare poco l’essere umano. Ci rendiamo conto invece che antiche modalità esistenziali trovano riscontro in nuovo espressioni di se. Resta da capire quanto ci sia di spontaneo ed umanitario da queste sedicenti novità e quanto un’accademia possa dare lezioni di modernità in generale. Infine: era solo questa l’emergenza accademica ad Udine?

1 commento:

  1. le università sono le chiese della dottrina luciferina quindi da li parte la distruzione della famiglia creata da Dio.
    https://pianetax.wordpress.com/2017/01/29/il-prigioniero/

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