26/09/16

La Guerra alla Realtà


La guerra alla realtà ha origini antiche. Già l’impero romano dispensava cibo e giochi, all'interno di un'urbanistica totalitaria, per poter proseguire nella sua opera egemonica, mantenendo le masse popolari in uno stato passivo e, a dispetto delle apparenze, inattivo.
Oggi le masse popolari sciamannano in ogni dove, in località inattese, in discoteche stordenti, assembrate in lembi di terra assolati. Praticano ogni tipo di attività fisica in modo sperticato e disarmonico, lontani da un sentire profondo e silenzioso. Le corse fameliche all’acquisto compulsivo sono esilaranti, le code ai supermercati o ai caselli, avvilenti.
Dietro questo apparente movimento si nasconde impietoso lo spauracchio del non senso. Dietro le risate sganasciate degli adolescenti, emerge spesso un nulla entropico disperante. Il pensiero mette paura e disagio. La tensione spirituale incute timore e diffidenza. L’eloquio pindarico ed inatteso spinge alla fuga o alla derisione.
L’omologazione verso il fremito motorio ebetoide è una forza poderosa. Tutto è utile per mantenere il velo alzato. Quel velo che impedisce a noi ed ai nostri simili di guardare la realtà, i cui indizi sono abilmente e pervicacemente celati. La guerra alla realtà ha un grande futuro.

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