06/10/16

Conosci Te Stesso



Fragmenta - Sul Tempio di Delfi è impressa la frase “Conosci te stesso”.
Non affermarono il “credi in te stesso” o “ abbi fede”, ma “conosci te stesso”.
Il conoscere prevede che la persona indirizzi la propria attenzione su un determinato agire, estremamente accorto e massimamente paziente e che è volto a ri-muovere da sé le molteplici scorie e sedimentazioni che l’attuale flusso (Età oscura – Kali-yuga) da millenni sedimenta nel fondo delle coscienze.
E’ nel “Conosci te stesso” che ricaviamo il maggior senso della celeberrima discesa interiore, poiché soltanto nelle vastissime profondità interiori possiamo rinvenire la nostra unica e autentica medicina.
Non interiorizzando tale aspirazione, puramente primordiale, non può esservi autentica dignità, intesa come basamento e presupposto d’estensione sensibile del proprio fare. Senza tale riferimento l’uomo si condanna a svanire a se stesso, degradando le proprie aspirazioni in miseri stati apprensivi che aggiogano ad un vuoto dinamismo solo esteriore; ad una frenesia disarticolata, che è parodia dell’autentico vigore congiunto agli stati migliori e maggiormente “felici” dell’essere.


Come scrisse un eccelso umanista e storico, il fatto che molti in epoche passate abbiano già intrapreso questo percorso di conoscenza, peraltro in età storiche maggiormente predisposte ad elevare determinate facoltà ispirative, il loro operato, i loro sforzi non esauriscono affatto il senso della ricerca. Le loro opere e gesta non ci affrancano dal compito di tentare a nostra volta l’impresa, anzi, nulla è desueto in quest’ordine di riferimento, non siamo esentati dalla fatica. Una fatica che si definisce propriamente e santamente “ermetica”, per intraprendere quel cammino “sub specie interioritas”, per il quale il significato dell'esistenza si riannoda con ciò che di maggiormente elevato le preesiste.
L’impresa non può esser definitiva per una volta sola, ogni epoca lascia intravedere la prospettiva di una realizzazione spirituale che è sempre mutevole e mai raggiunta.
Ogni età invita alla "cerca graalica" e gli appigli alla salita sono costituiti da supporti apparentemente insignificanti.

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